Urbanistica: come trasformare le città italiane?

di Marco Zibetti
L’INU vuole rimettere urbanistica e governo del territorio al centro. Per questo avvia un percorso per definire priorità, strategie e nuove proposte

Le città torna al centro del confronto. Dalla pianificazione del territorio alle politiche per l’abitare, passando per le trasformazioni economiche e sociali che stanno ridisegnando gli spazi, l’urbanistica è chiamata ad affrontare sfide sempre più complesse. Con questo obiettivo, l’Istituto Nazionale di Urbanistica ha avviato un percorso che punta a coinvolgere istituzioni, università, rappresentanze professionali e realtà sociali per costruire una nuova visione strategica delle città italiane.
L’iniziativa è stata presentata dal presidente dell’INU, Michele Talia, durante il convegno “Oltre l’eclissi della questione urbana in Italia”, ospitato nell’Aula Magna “Adalberto Libera” del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. Al termine del percorso nasceranno un Libro bianco sulla questione urbana e un documento contenente proposte operative, che saranno illustrati il prossimo autunno.
Secondo Talia, è necessario riportare nel dibattito pubblico temi che oggi trovano poco spazio nell’agenda politica. Tra questi figurano la riforma del governo del territorio e la definizione di un’Agenda Urbana capace di individuare le principali criticità delle città e le strategie per affrontarle. L’obiettivo è “portare all’attenzione della politica temi che meritano di occupare una posizione centrale nel confronto pubblico e nelle scelte di governo”.

Urbanistica: a Roma la prima tappa di un percorso

L’appuntamento romano ha rappresentato il primo passaggio di un percorso che proseguirà tra luglio e ottobre. In questa fase, l’INU e i soggetti che aderiranno all’iniziativa lavoreranno alla definizione dei contenuti dell’Agenda Urbana Nazionale e dei principi di una legge quadro sul governo del territorio, attraverso tavoli tematici e gruppi di lavoro.
Per il presidente dell’INU, la questione urbana non riguarda più soltanto l’aggiornamento degli strumenti tecnici. “Il governo della città è una grande questione politica”, ha affermato, sottolineando come temi quali casa, rendita, energia e lavoro richiedano scelte collettive consapevoli. In assenza di una politica urbana e di regole chiare, il rischio è che il governo del territorio si riduca a una continua gestione delle emergenze.
Nel suo intervento, Talia ha inoltre evidenziato alcuni fenomeni che stanno modificando profondamente il ruolo delle città. Tra questi, la progressiva separazione tra crescita urbana e sviluppo economico, influenzata da fattori come l’intelligenza artificiale e il calo demografico. A ciò si aggiungono la crescente finanziarizzazione dello spazio urbano, la trasformazione della casa in bene finanziario e l’accentuarsi dei processi di gentrificazione.
Secondo l’analisi proposta dall’INU, le città rischiano di diventare luoghi in cui si concentrano nuove forme di stagnazione economica, oltre a ospitare infrastrutture strategiche come data center e poli logistici, con inevitabili effetti sull’uso del suolo e sull’occupazione. In questo scenario, la pianificazione urbanistica tradizionale è chiamata a evolversi, superando il ruolo di semplice regolatore dell’attività edilizia per diventare uno strumento più ampio di governo delle trasformazioni territoriali.
Al convegno hanno partecipato anche rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e delle professioni, che hanno contribuito ad approfondire temi come transizione ambientale, rigenerazione urbana, città storica, capitale umano, politiche abitative e sicurezza del territorio, individuati come alcuni dei principali ambiti di lavoro del percorso avviato dall’INU.


Questo sito utilizza i cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy.