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Villa Bianca di Como viene reinterpretata da A. Montanelli

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La struttura, che sorge sulle sponde del lago di Como, è stata reinterpretata dall'Ingegnere-Designer Arturo Montanelli.


Costruita  intorno al 1850, su una delle sponde più suggestive del lago di Como, Villa Bianca, che nel corso della storia ha avuto differenti ruoli e destinazioni, è oggi una prestigiosa costruzione residenziale reinterpretata da Arturo Montanelli.

Con pulizia formale, scandite geometrie di piani disegnano una struttura nitida ed essenziale. Delineata in modo esplicito dagli stessi elementi che la compongono (pietra, legno, vetro e spazi verdi), l’architettura è il divenire armonico di spazi che si conseguono l’uno dopo l’altro senza interruzione come in quasi tutte le opere di Arturo Montanelli.

Il bianco è il soggetto. Oltre agli evidenti riferimenti alla memoria storica del razionalismo comasco, Montanelli interpreta il bianco come materia: l’elemento costituente di tutta la struttura. L’esecuzione del rivestimento, interfaccia tra materia e apparenza, diviene luogo essenziale della sintesi: approdo ad un elevato livello di astrazione.

Attraverso la “materia” bianca, i rapporti tra i pieni e i vuoti sono giocati su una bidimensionalità apparente che tende all'azzeramento degli spessori e del testo della facciata.

Luogo deputato alle attività di stamperia e tessitura, l’area di progetto era composta, oltre che da un’immobile ad uso misto, anche da un cortile, un’ ampio giardino e una darsena privata.

Basato su una sostanziale revisione dell’impianto distributivo, il progetto di recupero, commissionato da The Carlyle Group guidato in Italia dall’Arch. Valeria Falcone,  ha applicato tutti i criteri necessari per la realizzazione di un immobile di grande pregio e confort. Al suo interno otto ampi appartamenti con tagli abitativi diversi, tra cui un superattico all’ultimo piano con terrazza esclusiva e una spa interna dedicata a tutti gli appartamenti.

Sintesi di un perfetto equilibrio tra architettura e ambiente, tra storia e contemporaneità, la volontà progettuale si è basata sulla ricerca della pulizia formale attraverso uno studio accurato e minuzioso del disegno di facciata. Gli interventi, voluti per esaltare i volumi, hanno semplificato tutti gli elementi che potevano interferire con la linearità della struttura. Con l’obbiettivo di abbattere ogni tipo di demarcazione tra attacco a terra e sviluppo verticale dell’edificio, Montanelli ha adottato accortezze quali veneziane esterne inserite all’interno del pacchetto murario, spostamento del filo dei serramenti dalla mezzeria dell’imbotte verso il filo interno, sostituzione della gronda con un corpo in vetro, eliminazione del bugnato a terra e la messa a punto di un parapetto in vetro temprato stratificato extrachiaro.

Nella scelta dei materiali Montanelli, abile compositore, ha saputo orchestrare le differenti peculiarità della materia ottenendo un’armonia fluida, morbida, continua. Il rigore della pietra esalta la trasparenza del vetro, il legno nobilita le tradizioni costruttive locali, il marmo accentua la luminosità e l’alternanza di luci ed ombre.
Il risultato: un ambiente che tutto avvolge e nulla costringe.

ARTURO MONTANELLI

Ingegnere-Designer, nato a Milano nel 1962, oltre a svolgere attività didattica e di consulenza presso il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano, è professore incaricato del Corso di Sintesi Finale all'interno del corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Milano. Relatore in numerosi convegni su tematiche di pianificazione territoriale e paesaggistica con relative pubblicazioni come autore e co-autore e commissario della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale per il Ministero dell’Ambiente, è titolare di uno studio professionale con sede in Lecco.
Alle numerose realizzazioni per enti pubblici e privati, Montanelli affianca la curiosità di un fare che lo porta spesso ad avvicinarsi al mondo dell’arte e del design. Invitato agli eventi collaterali dell’ultima Biennale d’Architettura di Venezia con il progetto Off Leash, prototipo di un museo itinerante realizzato in collaborazione con Velasco Vitali, sta intraprendendo collaborazioni che lo vedono sempre più impegnato in ambito artistico come ad esempio i numerosi eventi progettati per il Salone del Mobile di Milano.