Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha presentato a ZeroEmission Rome 2012 gli obiettivi e le priorità nella politica energetica. Dal settore fotovoltaico proposte concrete al Governo per favorire lo sviluppo. Secondo Ewea, l’associazione europea dell’energia del vento, nell’eolico e nelle altre rinnovabili si prevedono in Europa 800mila nuovi posti di lavoro entro il 2030.
“I nostri obiettivi sono ridurre il costo dell’energia per consumatori e imprese, migliorare l’indipendenza di approvvigionamento, favorire la crescita economica sostenibile, raggiungere e superare gli obiettivi ambientali europei. Per fare questo abbiamo quali priorità la promozione dell’efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e quello delle infrastrutture e del mercato elettrico”. È quanto ha dichiarato Marcello Garozzo, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, intervenuto oggi alla seconda giornata di ZeroEmission Rome 2102, la manifestazione dedicata a energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading, in programma fino a venerdì 7 settembre alla Fiera di Roma.
“In particolare, per quanto riguarda il settore fotovoltaico, desidero sottolineare che il Quinto Conto Energia ha ancora da assegnare oltre 500 milioni di euro l’anno e, anche dopo, continueremo a incentivare i piccoli impianti, con particolare attenzione a quelli innovativi e integrati nell’edilizia. In Italia il fotovoltaico ha ancora un vasto margine di crescita e avrà un ruolo importante nel panorama energetico nazionale”, ha concluso Garozzo.
In rappresentanza del settore fotovoltaico è intervenuto Valerio Natalizia, presidente di Gifi-Anie, associazione che raggruppa circa 200 aziende di tutta la filiera, che ha affermato: "Sono fermamente convinto che sia necessario concertare sin da ora una serie di misure normative e legislative utili per sostenere lo sviluppo del mercato anche negli anni a venire. È inutile e dannoso attaccare le istituzioni per gli errori fatti, come alcuni operatori del settore stanno facendo, quando vi sono le possibilità di lavorare su misure a costo zero per sostenere il mercato italiano del fotovoltaico in un’ottica di sviluppo moderato, ma costante nel tempo".
Tra le proposte avanzate da Natalizia: la regolamentazione della vendita diretta dell'energia elettrica attraverso contratti tra soggetti privati; la semplificazione dei processi autorizzativi, che attualmente incidono per il 69% sul costo di sviluppo di un progetto fotovoltaico; un maggiore focus sull'autoconsumo per stimolare le tecnologie dell’accumulo; sgravi fiscali per assunzioni nelle imprese che operano nel settore e per le attività di ricerca e sviluppo; bonus fiscali sugli investimenti iniziali e sui redditi da vendita dell’energia. “È importante agire da subito – ha aggiunto Natalizia – e come Anie/Gifi stiamo finalizzando un documento contenente proposte concrete e dettagliate che chiederemo al Governo di includere nella strategia energetica nazionale”.
Nella seconda giornata di Eolica Expo Mediterranean, che si svolge nell'ambito della fiera ZeroEmission Rome, è intervenuto oggi Arthouros Zervos, presidente di Ewea, l'associazione europea dell'energia eolica, sottolineando le enormi potenzialità del settore, che nel 2011 ha rappresentato il 21% di tutti gli impianti di produzione di energia installati nel continente. “Le previsioni a lungo termine – ha detto Zervos – ipotizzano una crescita dell'eolico e delle altre rinnovabili tale da creare, entro il 2030, quasi 800 mila posti di lavoro. Ma perché ciò avvenga i Paesi dell'Unione devono accordarsi per impegni condivisi sulla riduzione delle emissioni inquinanti oltre il 2030. Una proposta già esiste, per arrivare a una produzione di energia a zero emissioni entro il 2050, ma impegni più vincolanti devono ancora essere sottoscritti”.
Nella giornata è stato anche affrontato il tema chiave delle tecnologie per l'accumulo dell'energia prodotta, che sempre più avranno un ruolo fondamentale nel rendere più efficiente e integrata alla rete elettrica la produzione di energia da fonti rinnovabili. Giovanni Battista Zorzoli, presidente di Ises Italia, sezione italiana della Società internazionale per l'energia solare, ha spiegato che “Risorse come il solare e l'eolico non sono programmabili e concentrano la produzione in momenti o in aree ben precisi e delimitati. Questo comporta momenti di eccesso di produzione elettrica che diventano difficili da gestire, a causa del fatto che la nostra rete di distribuzione elettrica oggi è obsoleta e ha difficoltà a ricevere il contributo dato da eolico e fotovoltaico”. Per gestire i picchi di produzione elettrica diventa quindi importante ricorrere a tecnologie di accumulo, che consentano di stoccare temporaneamente l'elettricità nel momento in cui viene prodotta, per poi immetterla in rete quando questa può riceverla e distribuirla. “Ci sono diverse tecnologie di accumulo - dice Zorzoli - a partire da quello elettrochimico, che si rendono sempre più necessarie non soltanto per modernizzare la rete e gestire le fonti rinnovabili, ma anche per far fronte al previsto sviluppo dei veicoli elettrici e dei cosiddetti ‘smart-building’, i nuovi edifici che si stanno diffondendo in Italia e sono previsti dalle normative europee, e che saranno sempre più dotati di tecnologie di produzione di energia da fonte rinnovabile”.
Questa mattina, nell’ambito della sessione dedicata alla compensazione volontaria delle emissioni CO2, Thilo Pommerening di AzzeroCO2 è intervenuto sul tema del mercato volontario dei crediti di carbonio come occasione di sviluppo per le imprese e di coinvolgimento per le pubbliche amministrazioni. “A livello internazionale si inizia già a discutere nuovi meccanismi di mercato, visto che i meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto non sono finora stati in grado di portare i risultati desiderati perché le emissioni globali della CO2 sono in crescita continua - ha dichiarato Pommerening - Esistono aziende pioniere che, pur non avendo nessun obbligo di riduzione delle emissioni sotto il Protocollo di Kyoto, diminuiscono su base volontaria le proprie emissioni di CO2 e compensano quelle residue tramite l'acquisto di crediti di CO2. È un modo concreto per mettere in pratica il concetto della responsabilità sociale d'impresa contribuendo attivamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, e di garantirsi allo stesso tempo un vantaggio competitivo, ad esempio con un posizionamento di un prodotto a zero emissioni di CO2 sul mercato. È significativo rilevare che alcune buone pratiche del mercato delle compensazioni, anche in tempi di crisi economica, continuano a crescere. Il mercato volontario rappresenta solo una piccola fetta del Carbon Market, ma permette di realizzare riduzioni concrete”.
L’importante tema dell’efficienza energetica in architettura è stato al centro di una sessione congressuale nel cui ambito è intervenuta Silke Krawietz in rappresentanza della Luiss Guido Carli e del Seta Network, che ha detto: “L'efficienza energetica nelle costruzioni è un punto importante di interesse per gli architetti di tutto il mondo che desiderano migliorare il grande potenziale delle costruzioni riducendo le emissioni di CO2 e sviluppando le strategie dell'efficienza energetica. Il design delle costruzioni sostenibili con l'integrazione del fotovoltaico negli edifici ed altre tecnologie solari rappresenta una maggiore opportunità e una sfida per gli architetti e gli ingegneri del futuro. Le tecnologie delle costruzioni edilizie, insieme alle strategie del design che usano l'energia riducendo la richiesta totale di energia, sono attualmente in una fase di grande sviluppo in tutto il mondo come risposta a questa tendenza sostenuta anche dai governi di molti paesi. Le costruzioni edilizie sono responsabili dell'emissione di circa un terzo dei gas serra, del 40% del consumo di energia, del 25% del consumo di acqua e del consumo di una significativa percentuale di altre risorse come, ad esempio, i metalli e il legno. In aggiunta, le costruzioni edilizie presentano un grande potenziale per raggiungere una significativa diminuzione dei gas serra in entrambi i paesi sviluppati ed in via di sviluppo poiché il consumo dell'energia nelle costruzioni edilizie può essere ridotto dal 30% all'80% utilizzando tecnologie già sperimentate e commercialmente disponibili. Gli architetti e l'industria possono cogliere questa opportunità e questa sfida attraverso una stretta collaborazione interdisciplinare. L'integrazione del fotovoltaico negli edifici è la chiave del futuro della tecnologia fotovoltaica”.
Nell’ambito della stessa sessione, Paolo Corvaglia del Consorzio Cetma, ha spiegato come “Partendo dalla messa a punto di un processo per il riciclo dello scarto della selezione dei rifiuti solidi urbani, si è riusciti ad ottenere un aggregato leggero per calcestruzzo, sia strutturale che non, potenzialmente utilizzabile sia in prefabbricazione sia nell’industria del calcestruzzo pronto all’uso. La leggerezza degli aggregati consente di ottenere miscele particolarmente isolanti da un punto di vista termico ed acustico, mantenendo apprezzabili valori di resistenza. Al di là degli aspetti tecnici, la strategia di valorizzazione e di ulteriore sviluppo del prodotto si integra in un più ampio contesto di innovazione e cooperazione, anche a livello internazionale. Tale approccio, che il Consorzio adotta con successo ormai da diversi anni, si sta rivelando vincente per affrontare le sfide di un settore, quello edile, dalle potenzialità straordinarie ma, allo stesso tempo, caratterizzato da una profonda crisi e da forti resistenze al cambiamento ed all’innovazione”.