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Terre e rocce da scavo: via libera al nuovo regolamento

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Terre e rocce da scavo: via libera al nuovo regolamento
Parere favorevole del CdS sul nuovo regolamento per la gestione di terre e rocce da scavo. Ecco i dettagli del testo s’avvicina all’approvazione definitiva

La gestione di terre e rocce da scavo cambierà profondamente, con una semplificazione attesa da anni dal settore delle costruzioni e dagli operatori del comparto ambientale. Il nuovo schema di regolamento messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica compie infatti un passo decisivo, ottenendo il via libera, seppur con condizioni, da parte del Consiglio di Stato.
L’organo consultivo ha espresso parere favorevole sul testo trasmesso il 30 marzo 2026, aprendo uno spiraglio concreto verso l’aggiornamento della disciplina oggi in vigore. Il provvedimento, rivisto dopo le osservazioni formulate nel precedente parere interlocutorio del 2025, è destinato a sostituire integralmente il Dpr 120/2017, attualmente riferimento normativo per il settore.
Il parere n. 710 del 20 aprile 2026 segna un passaggio rilevante, contribuendo di fatto a sbloccare una fase di stallo che si protraeva da tempo. Secondo il Consiglio di Stato, molte delle criticità evidenziate in passato risultano oggi superate: tra queste, la struttura complessiva del regolamento, alcuni aspetti legati al sistema dei controlli e diverse definizioni tecniche considerate poco chiare nella versione originaria.

Novità e criticità del nuovo regolamento su terre e rocce da scavo

Un elemento particolarmente significativo riguarda l’ampliamento del perimetro applicativo della normativa, che ora include anche i sedimenti e le terre e rocce da scavo contenenti amianto. Una modifica che si allinea alle disposizioni introdotte dalla Legge 199/2025, rafforzando la coerenza del quadro normativo con gli ultimi interventi legislativi.
Restano comunque alcune osservazioni aperte da parte dei giudici amministrativi, che tuttavia risultano superabili, in diversi casi, attraverso ulteriori integrazioni della documentazione istruttoria.
È importante ricordare che il parere espresso è obbligatorio, ma non vincolante. Nonostante ciò, il fatto che molte criticità siano state risolte rappresenta un segnale significativo per l’iter normativo. Si riapre infatti la possibilità di riattivare un procedimento rimasto fermo dal 2025, anche per effetto della fase di standstill a livello europeo.
L’eventuale approvazione definitiva del regolamento sarebbe un passaggio chiave per il comparto, con l’obiettivo di rendere più semplice ed efficiente la gestione delle terre e rocce da scavo, in linea con le strategie nazionali ed europee orientate all’economia circolare e alla sostenibilità.


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