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Affitti brevi: I Comuni chiedono una legge nazionale

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Affitti brevi: I Comuni chiedono una legge nazionale
Gli affitti brevi rappresentano un fenomeno sempre più diffuso e in continua evoluzione. Il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, chiede regole uniformi

Gli affitti brevi alimentano il dibattito sul futuro delle città italiane. La crescita del fenomeno, soprattutto nei centri storici e nelle aree a maggiore vocazione turistica, riporta al centro dell'attenzione la necessità di regole più chiare e uniformi. È in questo contesto che arriva una nuova richiesta rivolta al Governo per definire un quadro normativo nazionale capace di garantire un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela del territorio.
Il presidente dell'Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha inviato una lettera al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi chiedendo un intervento legislativo sulle locazioni brevi. Secondo Manfredi, l'attuale normativa, aggiornata con il DL 145/2023, disciplina aspetti come il regime fiscale, i requisiti degli immobili e gli adempimenti amministrativi, tra cui la SCIA per le attività imprenditoriali e il Codice Identificativo Nazionale per l'accesso alla Banca Dati delle Strutture Ricettive, ma non mette a disposizione strumenti efficaci per governare lo sviluppo del settore.

Affitti brevi: i contenuti della lettera di Manfredi

Nella lettera si evidenzia come, in assenza di una disciplina nazionale organica, negli ultimi anni si sia assistito alla proliferazione di norme regionali, adottate ad esempio da Valle d'Aosta, Toscana ed Emilia-Romagna, oltre a iniziative promosse da Comuni come Bologna e Venezia, che hanno modificato i propri regolamenti urbanistici per affrontare gli effetti della diffusione degli affitti turistici. Una situazione che, secondo Anci, ha prodotto un sistema di regole frammentato e un contenzioso dagli esiti difficilmente prevedibili.
Manfredi richiama inoltre gli orientamenti della giurisprudenza costituzionale e amministrativa, che hanno più volte ricondotto la disciplina delle locazioni turistiche al governo del territorio, riconoscendo che la tutela dell'ambiente urbano, del patrimonio storico-artistico e degli obiettivi sociali e culturali può giustificare limitazioni alla libertà di iniziativa economica.
Per questo Anci sollecita il Governo ad approvare una normativa nazionale che elimini le attuali difformità territoriali, garantisca maggiore certezza a Comuni e operatori del comparto, riduca il contenzioso e favorisca una gestione equilibrata del fenomeno, preservando nelle aree più attrattive una quota di immobili destinata alla residenza.