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Cedimenti da dilavamento? Uretek risolve con iniezioni di resine a Roma

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A Roma, un condominio manifestava un quadro fessurativo diffuso che ha portato a un intervento di consolidamento del terreno di fondazione esteso a 44 pozzi, completato in 15 giorni lavorativi senza necessità di sgombero dell'edificio

Località: Viale Regina Margherita, Roma  

Anno: 2025  

Durata cantiere: 15 giorni lavorativi  

Interventi eseguiti: consolidamento di 44 pozzi di fondazione, trattamento del terreno fino a 4 m di profondità 

A Roma, un condominio degli anni '20 in Viale Regina Margherita manifestava un quadro fessurativo diffuso che ha portato a un intervento di consolidamento del terreno di fondazione esteso a 44 pozzi, completato in 15 giorni lavorativi senza necessità di sgombero dell'edificio. 

Dal guasto alla rete fognaria al cedimento differenziale

L'edificio, composto da 5 elevazioni fuori terra più seminterrato, presentava un quadro fessurativo distribuito su più livelli, con concentrazione maggiore sull'ala est e sul prospetto affacciato su Viale Regina Margherita. 

L'indagine tecnica ha ricondotto la causa a un cedimento fondale indotto da perdite d'acqua significative, originate dalla rottura di un tratto di rete fognaria posato sotto il piano cantine. L'infiltrazione prolungata nel sottosuolo aveva progressivamente dilavato e indebolito il terreno di fondazione, riducendone la capacità portante e generando gli assestamenti differenziali all'origine delle lesioni rilevate in superficie — una dinamica tipica dei cedimenti fondali da dilavamento, in cui il danno visibile è solo la manifestazione tardiva di un fenomeno geotecnico che matura nel tempo. 

Il consolidamento con iniezioni di resine e radar 3D

 Per intervenire alla radice del problema, senza opere di sottofondazione tradizionale, è stato adottato un consolidamento del terreno con iniezioni di resine che non ha richiesto scavi né demolizioni.  

L'intervento ha previsto: 

  • l'intervento in 44 pozzi di fondazione  
  • il consolidamento del terreno fino a 4 metri di profondità, tramite iniezioni mirate di resina espandente; 
  • un sistema di monitoraggio continuo basato su rilievo laser e radar 3D, per il controllo in tempo reale di sicurezza ed efficacia in ogni fase di iniezione. 

Le resine espandenti, iniettate in profondità, agiscono compattando e consolidando gli strati di terreno indeboliti, con conseguente recupero della capacità portante necessaria a sostenere correttamente il fabbricato. Il monitoraggio laser ha inoltre permesso di verificare in tempo reale il principio di sollevamento della struttura durante le lavorazioni — parametro chiave per calibrare con precisione l'intervento pozzo per pozzo. 

Controllo strumentale e tracciabilità dei risultati 

L'intero intervento è stato completato in 15 giorni lavorativi, un tempo significativamente contenuto rispetto a un consolidamento con tecniche tradizionali, che in un contesto urbano denso come il centro storico di Roma avrebbe richiesto scavi, puntellamenti e tempistiche dell'ordine di alcuni mesi. 

Il sistema radar 3D, affiancato al monitoraggio laser, ha reso possibile l'esecuzione di prove comparative pre e post intervento, con documentazione oggettiva dell'efficacia del consolidamento su ciascuno dei 44 pozzi trattati e piena tracciabilità tecnica dei risultati. 

Risultati 

Al termine dell'intervento sono stati riscontrati: 

  • 44 pozzi di fondazione consolidati, con trattamento del terreno fino a 4 m di profondità; 
  • arresto del cedimento fondale e stabilizzazione del quadro fessurativo sull'ala est dell'edificio; 
  • cantiere completato in 15 giorni lavorativi, senza necessità di sgombero dell'edificio né interventi demolitivi; 
  • verifica strumentale dei risultati, tramite monitoraggio laser e radar 3D condotto per l'intera durata dei lavori.