ocalità: Sesto San Giovanni (Milano)
Anno: 2025
Durata cantiere: 1 giorno lavorativo
Estensione trattata: 6,6 m lineari di giunto platea-muri verticali + 6,6 m lineari di giunto di ripresa a quota 0,8 m dal fondo fossa (spessore muro: 25 cm)
Le fosse ascensore rappresentano, dal punto di vista impiantistico, uno dei punti più critici degli edifici con piano interrato: quote di fondo spesso al di sotto della falda e ridotta accessibilità, oltre che la presenza di apparecchiature elettriche. Il caso di un condominio a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, illustra come sia possibile risolvere in un'unica giornata di cantiere un problema di infiltrazioni ricorrenti, senza fermare a lungo l'impianto elevatore né intervenire dall'esterno.
Analisi preliminare
Il vano fossa ascensore, con dimensioni interne di circa 1,6 x 1,7 m, è realizzato in calcestruzzo armato con pareti dello spessore stimato di 25 cm. In occasione di eventi meteorici intensi, il locale era soggetto a ricorrenti allagamenti, riconducibili a infiltrazioni di presunta acqua di falda in concomitanza con il deterioramento del sistema impermeabilizzante originario.
L'ispezione tecnica ha individuato due discontinuità puntuali, entrambe tipiche dei getti in calcestruzzo armato controterra:
- il giunto orizzontale di raccordo tra la platea di fondo e le pareti verticali;
- un giunto di ripresa del getto a circa 80 cm di quota dal fondo fossa, in corrispondenza dei distanziali metallici utilizzati in fase costruttiva, punti da cui erano evidenti flussi d'acqua attivi.
L’intervento con iniezioni di resine e di un gel saturante
Per ripristinare la tenuta idraulica del vano intervenendo esclusivamente dal lato interno, condizione necessaria data l'impossibilità di accedere dall'esterno senza opere invasive sul fabbricato, è stata adottata la tecnologia brevettata Water Barrier, basata su iniezione di resina e di un gel saturante a tergo della struttura.
Previa messa fuori servizio dell'ascensore e svuotamento della fossa, concordati con la committenza, l'intervento si è articolato in due fasi:
- Iniezione di resina espandente, per saturare i vuoti presenti a tergo della muratura e isolare i volumi di terreno interessati dal passaggio d'acqua;
- Iniezione di gel saturante, per sigillare le micro-discontinuità residue e completare la barriera idraulica a contatto con il terreno.
A completamento del trattamento sui giunti, è stata eseguita una finitura impermeabilizzante di tenuta in controspinta sulle superfici interne della fossa, a ulteriore garanzia della tenuta idraulica complessiva del vano.
Tempistiche e verifica dei risultati
L'intero cantiere, dalla preparazione delle superfici alle iniezioni, fino alla finitura in controspinta, è stato eseguito e concluso in una sola giornata lavorativa, riducendo al minimo il fermo impianto e i disagi per i condomini.
L'intervento ha sigillato con successo le discontinuità trattate, impedendo nuove venute d'acqua dal terreno. Al termine delle lavorazioni è stata redatta una dichiarazione tecnica attestante l'esecuzione a regola d'arte, in conformità alle normative tecniche e alle buone pratiche di settore.


