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AI Act: le imprese chiedono strumenti concreti. Ecco quali

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AI Act: le imprese chiedono strumenti concreti. Ecco quali
Per l'AI Act, l'Ance chiede strumenti concreti volti ad aiutare le Pmi delle costruzioni ad adottare l'intelligenza artificiale e accelerare l'innovazione

L'AI Act può rappresentare un punto di svolta per il settore delle costruzioni, ma perché le nuove regole producano benefici concreti è necessario che anche le piccole e medie imprese siano messe nelle condizioni di adottare l'intelligenza artificiale. È questo il messaggio portato dall'Ance durante l'audizione sullo schema di decreto legislativo che adegua l'ordinamento italiano al Regolamento europeo, con l'obiettivo di trasformare l'innovazione in un'opportunità diffusa e non riservata solo ai grandi operatori.
Nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera, il vicepresidente Ance con delega a Tecnologia e Innovazione, Massimo Angelo Deldossi, ha espresso un giudizio favorevole sull'impianto del provvedimento, sottolineando però la necessità di affiancare le imprese, soprattutto quelle di dimensioni ridotte, nell'applicazione delle nuove disposizioni.
"Le costruzioni sono un comparto nel quale molte aziende non dispongono di strutture interne dedicate alla compliance o all'innovazione. Eppure proprio qui l'intelligenza artificiale può contribuire in modo significativo alla programmazione dei lavori, alla manutenzione predittiva e alla prevenzione dei rischi nei cantieri".
Secondo l'Associazione, senza adeguati strumenti di supporto si rischia di ampliare il divario tra le aziende più strutturate, capaci di investire nell'AI, e quelle che invece non dispongono delle competenze o delle risorse necessarie.

AI Act: quali strumenti chiedono le imprese?

Tra le priorità indicate figura il rafforzamento dello Spazio di sperimentazione regolamentare (sandbox) previsto dal decreto. Per l'Ance è fondamentale che Pmi e start-up possano accedervi con un accompagnamento concreto, sia nella comprensione degli obblighi normativi sia nel percorso di conformità.
L'Associazione propone inoltre di attribuire un ruolo stabile ai Poli europei dell'innovazione digitale (EDIH), che già supportano le imprese nel trasferimento tecnologico attraverso formazione, sperimentazione e assistenza agli investimenti. In questo ambito, l'Ance coordina il polo DIHCUBE dedicato alla filiera delle costruzioni.
Tra i temi affrontati anche la tutela dei dati e degli algoritmi utilizzati per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale. L'Ance apprezza la loro inclusione tra le informazioni protette come segreti commerciali, ma evidenzia che le imprese più piccole necessitano di strumenti operativi per adottare le misure organizzative, tecniche e contrattuali richieste.
Sul fronte del lavoro, Deldossi ha ribadito che le decisioni che incidono sul rapporto di lavoro devono restare affidate a una persona fisica, chiedendo però maggiore chiarezza nella distinzione tra decisioni supportate dall'AI e processi completamente automatizzati.
Infine, l'Ance richiama l'attenzione sul tema delle competenze, chiedendo una formazione strettamente collegata alle esigenze operative del settore e il coinvolgimento, oltre che degli ITS, anche degli enti bilaterali delle costruzioni, ritenuti fondamentali per raggiungere imprese e lavoratori su tutto il territorio.