Digitalizzazione, nuove competenze e innovazione stanno cambiando il volto delle costruzioni in Lombardia. Un processo che coinvolge imprese, professionisti e filiera produttiva, chiamati a confrontarsi con tecnologie sempre più avanzate e con un mercato che richiede efficienza, sostenibilità e capacità di adattamento. Ma a che punto è il comparto? A tracciare il quadro sono i dati diffusi durante il SAIE Lab | On Tour di Brescia, appuntamento dedicato all’evoluzione digitale del settore in vista di SAIE Bologna 2026.
La Lombardia si conferma una delle regioni trainanti per il comparto: nel primo trimestre del 2026 si contano oltre 127mila imprese attive, pari a circa il 16% del totale regionale, con più di 800mila addetti e un volume d’affari che già nel 2024 aveva superato i 265 miliardi di euro.
Costruzioni: la fotografia dello stato di salute delle imprese lombarde
Nel corso dell’evento è stato presentato anche l’Osservatorio SAIE realizzato con Nomisma, che fotografa lo stato di salute delle aziende lombarde dell’edilizia e degli impianti. Dal report emerge un clima di cauto ottimismo: oltre la metà delle imprese guarda con fiducia ai prossimi mesi e una su tre prevede una crescita del fatturato entro fine anno. Sul fronte occupazionale, più del 50% delle aziende dichiara di aver ampliato il proprio organico nell’ultimo trimestre.
Tra le professionalità più richieste spiccano soprattutto gli impiegati tecnici, seguiti dagli operai specializzati e non specializzati. Tuttavia resta forte il problema della carenza di personale qualificato, indicato dal 56% delle imprese come uno dei principali ostacoli allo sviluppo. A pesare sono anche l’incertezza normativa e l’aumento dei costi delle materie prime, fattori che frenano gli investimenti in innovazione.
Il tema della trasformazione digitale si intreccia infatti con quello delle competenze. L’introduzione di nuovi strumenti tecnologici sta modificando progettazione, gestione dei cantieri e organizzazione delle commesse, rendendo sempre più strategica la presenza di figure professionali preparate.
Ancora limitata, invece, la conoscenza del Piano Europeo per l’edilizia abitativa: il 58% delle imprese lombarde dichiara di non averne mai sentito parlare. Tra chi conosce il piano, quasi la metà ritiene la propria azienda pronta a rispondere alla crescente domanda di edifici sostenibili e infrastrutture innovative.
Positive anche le valutazioni sulla competitività italiana in Europa: sette imprese su dieci ritengono il sistema produttivo nazionale all’altezza del panorama europeo, mentre il 22% considera le aziende italiane addirittura superiori ai competitor esteri.
“La digitalizzazione e l’innovazione nelle costruzioni sono un tema sempre più connesso al settore”, ha dichiarato Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIE, sottolineando come questi processi stiano trasformando “il modo di progettare e gestire il cantiere” con effetti importanti su produttività, tempi e sicurezza.
