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DL Lavoro: vediamo insieme cosa piace ai costruttori

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DL Lavoro: vediamo insieme cosa piace ai costruttori
Il DL Lavoro fissa nuove regole sui contratti collettivi e sugli incentivi pubblici, con effetti su salari, imprese e concorrenza. Ecco il parere delle imprese

Il nuovo DL Lavoro, approvato dal Consiglio dei ministri, interviene su un tema delicato ma centrale: la definizione di regole più chiare per garantire condizioni eque a imprese e lavoratori. Cosa cambia davvero? E cosa ne pensano i costruttori?
A commentare il provvedimento è la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio: “Con questo decreto il Governo fa chiarezza sui contratti collettivi più rappresentativi e mette un freno a chi fa dumping contrattuale sulla pelle delle imprese oneste e dei lavoratori”.
Il decreto introduce un riferimento esplicito altrattamento economico complessivostabilito dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Un criterio che diventa centrale non solo per individuare il cosiddetto ‘salario giusto’, ma anche per accedere agli incentivi pubblici.
Secondo Brancaccio, si tratta di un passo avanti importante: “Si rafforza così e si tutela la contrattazione collettiva di qualità come quella rappresentata dai tre principali contratti collettivi dell’edilizia, che prevedono peraltro una contrattazione di secondo livello territoriale - continua Brancaccio - valorizzando il costante lavoro su formazione, sicurezza e welfare, che il sistema bilaterale delle costruzioni porta avanti da sempre”.

DL Lavoro: “Serve un impegno condiviso”

Nel commento finale, la presidente dell’Ance sottolinea anche la necessità di un impegno condiviso: “Condividiamo le parole del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel richiamo al lavoro di squadra, indispensabile per vincere la sfida del lavoro e non solo. È per questo che l’Ance, con responsabilità, continua a promuovere proposte e azioni per il benessere collettivo e la crescita dell’economia del Paese”.