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Edilizia: come dare continuità agli investimenti post PNRR?

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Edilizia: come dare continuità agli investimenti post PNRR?
L'Ance richiama l'attenzione sul futuro dell'edilizia e indica le priorità per sostenere la crescita del comparto dopo la fase conclusiva del Pnrr

L'edilizia continua a rappresentare uno dei motori dell'economia italiana, ma il percorso di crescita costruito negli ultimi anni rischia di rallentare senza una strategia di lungo periodo. È questo il messaggio lanciato dall'Ance, che indica le priorità indispensabili per consolidare i risultati raggiunti e affrontare le sfide che attendono il comparto.
Nel corso di un'audizione parlamentare, il direttore del Centro Studi Ance, Flavio Monosilio, ha ricordato che negli ultimi trent'anni il Pil italiano è cresciuto appena del 22%, ben al di sotto di Germania, Francia e Spagna. In questo scenario, le costruzioni hanno avuto un ruolo determinante: secondo le stime del Centro Studi, circa un quarto della crescita economica registrata tra il 2021 e il 2023 è riconducibile all'aumento degli investimenti nel settore.
Oggi le costruzioni rappresentano il 12% del Pil in termini di investimenti e alimentano una filiera che arriva a incidere per il 20% sull'economia nazionale. Dopo la lunga crisi vissuta tra il 2007 e il 2020, il comparto è tornato a crescere grazie agli incentivi per la riqualificazione degli immobili e agli investimenti del Pnrr, contribuendo anche al rafforzamento economico e finanziario delle imprese.

Come evitare la frenata dell’edilizia italiana?

Per l'Ance, però, il vero obiettivo è evitare un brusco rallentamento alla conclusione del Piano. "Occorre dare continuità agli investimenti di medio periodo oltre la fine del Pnrr, per evitare contraccolpi", ha sottolineato Monosilio. L'associazione chiede quindi una programmazione pluriennale, con risorse certe, tempi definiti e regole stabili, così da garantire il completamento dei cantieri e preservare competenze e capacità produttive.
Tra le principali criticità figurano il rincaro dei materiali da costruzione, aggravato dalle tensioni geopolitiche, e il progressivo calo del credito bancario alle imprese. Per questo Ance sollecita un sistema di revisione dei prezzi più efficace, misure per sostenere la continuità dei lavori e interventi capaci di favorire la capitalizzazione delle aziende.
Guardando al futuro, l'associazione individua nella digitalizzazione, nella transizione ecologica, nella formazione delle competenze e nell'internazionalizzazione le leve decisive per aumentare la competitività del comparto. Allo stesso tempo chiede una maggiore semplificazione normativa e amministrativa, affinché le imprese possano affrontare con maggiore efficacia le sfide dei prossimi anni.