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Come riqualificare il foro finestra senza rovinare l'estetica

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Come riqualificare il foro finestra senza rovinare l'estetica
Isolamento termico e vincoli estetici non sono più in contrasto. Scopriamo come la tecnologia in sovrapposizione permette di eliminare i ponti termici e, contemporaneamente, dare un volto moderno alle facciate

Quando si affronta la riqualificazione energetica di un edificio, il focus si concentra quasi sempre sui numeri: trasmittanza, spessori del cappotto, risparmio in bolletta. Esiste però un secondo aspetto, altrettanto cruciale ma spesso sottovalutato, che determina il successo di un progetto: l'impatto estetico.

Il "nodo" del foro finestra è l'esempio perfetto di questo conflitto. Sostituire un vecchio davanzale in marmo passante per eliminare il ponte termico è un obbligo tecnico, ma farlo con i metodi tradizionali comporta il rischio di alterare l'armonia della facciata, oltre a richiedere demolizioni invasive. Oggi, la sfida dei progettisti è un'altra: coniugare la fisica tecnica con il design contemporaneo.

Il dilemma del marmo deteriorato o fuori tempo

Molti edifici costruiti tra gli anni '70 e '90 presentano davanzali in marmo o pietre naturali che, con il tempo, si sono macchiati, ingialliti o crepati a causa delle intemperie e dell'inquinamento urbano. Nelle ristrutturazioni moderne, mantenere quel vecchio marmo (pur isolandolo parzialmente) significa lasciare un elemento estetico "vecchio" su una facciata rinnovata. D'altro canto, demolirlo per metterne uno nuovo è un costo geometrico che fa lievitare i preventivi e genera tonnellate di macerie.

La svolta: il gres porcellanato in sovrapposizione

La risposta a questo cortocircuito progettuale unisce l'alta tecnologia isolante alla versatilità del design ceramico. I sistemi in sovrapposizione come CoverApp hanno ribaltato il problema, trasformando un vincolo tecnico in un’opportunità di restyling.

Invece di distruggere il vecchio davanzale, lo si riveste. Il cuore del sistema è un’anima in polistirene estruso (XPS) che blocca il passaggio del freddo e azzera il rischio di muffe interne, mentre la superficie visibile è costituita da gres porcellanato ultrasottile ad altissime prestazioni.

Questa scelta materica offre ai progettisti una libertà espressiva totale grazie a finiture che riproducono fedelmente:

  • Le pietre naturali e i marmi pregiati: per interventi di restauro in cui è fondamentale mantenere il decoro originario dell'edificio.
  • Effetti cemento e tinte minimali: perfetti per i contesti urbani moderni, dove si vuole dare un taglio netto con il passato e linee pulite alla facciata.
  • Finiture ad alta resistenza: che non temono il gelo, non assorbono lo sporco e mantengono il colore inalterato sotto l'azione dei raggi UV, a differenza della pietra naturale che richiede costante manutenzione.

Un unico dettaglio per tre problemi

L'adozione di un sistema industrializzato in gres e XPS risolve contemporaneamente tre grandi nodi del cantiere moderno:

  1. Il ponte termico viene eliminato alla radice, garantendo la continuità visiva e tecnica con il cappotto esterno o con il nuovo serramento.
  2. Lo spessore millimetrico del rivestimento evita di dover modificare le quote delle soglie o di interferire con i sistemi di apertura degli infissi esistenti.
  3. La facciata si rivaluta visivamente, aumentando il valore percepito dell'intero immobile grazie a finiture di pregio tipiche dell'architettura contemporanea.

Progettare senza compromessi

Scegliere l'isolamento in sovrapposizione significa superare la vecchia idea che "l'efficienza energetica sia brutta da vedere o complicata da installare". Integrare la correzione termica in un elemento di finitura elegante è la via più breve per soddisfare le richieste del termotecnico, i desideri estetici del committente e la praticità richiesta dall'impresa in cantiere.