Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, l'edificio di riferimento include l'effetto reale dei ponti termici. Nel nodo serramento, il davanzale passante rischia di far fallire le verifiche termotecniche: ecco come salvarsi senza demolire.
Il mondo della progettazione termotecnica e della riqualificazione ha appena vissuto uno scossone decisivo. Il 3 giugno 2026 è entrato ufficialmente in vigore l’aggiornamento del D.M. Requisiti Minimi, che recepisce le più recenti metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche.
Per i progettisti e i direttori lavori non si tratta di un semplice ritocco burocratico, ma di un cambio di paradigma totale che mette il "nodo foro finestra" — e in particolare il vecchio davanzale in marmo passante — sotto una lente di ingrandimento senza precedenti.
La rivoluzione dell'Edificio di Riferimento
La novità più impattante del decreto riguarda il calcolo dell'Edificio di Riferimento (il target geometrico ideale utilizzato per determinare la classe energetica e verificare il rispetto dei requisiti minimi). Fino a ieri, i valori limite di trasmittanza dell'edificio target consideravano l'effetto dei ponti termici in modo "forfettario" o implicitamente integrato nelle strutture opache.
Cosa cambia adesso? Il nuovo impianto normativo impone che l’edificio di riferimento includa l'effetto reale e specifico dei ponti termici. Di conseguenza:
- Non è più possibile "nascondere" le dispersioni lineari dietro una media generica della parete.
- La trasmittanza termica media del componente (comprensiva del suo ponte termico lineare) deve scendere al di sotto di limiti molto più severi.
- La verifica analitica del rischio muffa e condensa (secondo la norma UNI EN ISO 13788) diventa obbligatoria e stringente per ogni singolo nodo strutturale modificato.
Il nodo serramento alla prova del calcolo FEM
In questo nuovo scenario, il davanzale passante in marmo diventa il nemico numero uno del termotecnico. Se si esegue un'analisi numerica a elementi finiti (FEM) — oggi indispensabile per modellare accuratamente i nodi complessi — il verdetto è quasi sempre spietato: il marmo non isolato abbatte la temperatura superficiale interna al di sotto dei 13,5°C (la soglia critica del punto di rugiada), facendo fallire la verifica termo-igrometrica.
Se il progetto non passa la verifica normativa, l'opera non è conforme. Ma come può un progettista risolvere questo ponte termico lineare nelle ristrutturazioni, dove la rimozione totale del marmo è spesso impraticabile per costi, macerie e opposizione dei committenti?
La risposta industrializzata: il davanzale in sovrapposizione certificato
Per superare i severi controlli del nuovo decreto senza aprire un cantiere distruttivo, la soluzione risiede in sistemi industrializzati di correzione termica come CoverApp.
Il sistema consente di rivestire il vecchio davanzale esistente integrando un'anima isolante in polistirene estruso (XPS) ad alta densità e una finitura in gres porcellanato sottile. Dal punto di vista del calcolo energetico introdotto a giugno 2026, questo approccio offre tre vantaggi cruciali:
- Valori lineici certi e certificati: Essendo un sistema preingegnerizzato, i progettisti dispongono di dati termici precisi e pronti per essere inseriti direttamente nei software di calcolo analitico (senza dover "inventare" stratigrafie improbabili in cantiere).
- Innalzamento della temperatura superficiale: L'inserto in XPS interrompe il flusso lineare del freddo, garantendo che la superficie interna rimanga ampiamente sopra il punto di rugiada in qualsiasi zona climatica.
- Continuità con i nuovi infissi e cappotti: Si raccorda perfettamente con il quarto lato del controtelaio e con l'eventuale isolamento a cappotto, creando quell'involucro continuo richiesto dalle nuove direttive sull'efficienza.
Conclusioni: tutelare il progetto nell'era post-riforma
L'era delle soluzioni approssimative e dei "tagli termici" improvvisati con un colpo di flessibile sul marmo è definitivamente tramontata. Il nuovo D.M. Requisiti Minimi costringe la filiera a guardare al foro finestra come a un sistema integrato.
Utilizzare soluzioni in sovrapposizione certificate non è più solo un modo per evitare contenziosi futuri sulla muffa con il cliente, ma è la strada più rapida e sicura per far quadrare i bilanci energetici sulla scrivania del termotecnico.
