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Immobiliare: come sta andando il segmento non residenziale?

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Immobiliare: come sta andando il segmento non residenziale?
Il segmento non residenziale del mercato immobiliare è ancora in crescita, ma emergono differenze tra uffici, negozi e capannoni nelle diverse aree del Paese

Il mercato immobiliare non residenziale continua a mostrare segnali di vitalità, ma con un ritmo meno sostenuto rispetto a quello registrato nel 2025. Dietro il dato complessivamente positivo si nascondono però andamenti molto diversi tra uffici, negozi e immobili produttivi, delineando uno scenario che merita un’analisi più approfondita. A fotografare questa fase è l’ultimo report dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi), che evidenzia luci e ombre nei principali comparti del settore.
Nel primo trimestre del 2026 le compravendite di immobili non residenziali sono aumentate dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A sostenere il risultato sono soprattutto il comparto terziario-commerciale, in crescita del 2,1%, e quello agricolo, che mette a segno un incremento del 6,2%. Segno meno, invece, per il settore produttivo, che arretra del 5,7% interrompendo la fase espansiva osservata nei trimestri precedenti.

L’analisi delle singole tipologie immobiliari non residenziali

All’interno del comparto terziario-commerciale emergono differenze significative tra le varie tipologie immobiliari. Gli uffici registrano una crescita dell’1,2%, mentre depositi commerciali e autorimesse avanzano del 4,7%. I negozi, al contrario, chiudono il trimestre con una flessione del 2,1%.
Per quanto riguarda gli uffici, a livello geografico, il risultato nazionale positivo è sostenuto soprattutto dal Nord Ovest e dalle Isole, entrambe oltre il 12% di crescita. Situazione opposta nel Nord Est e nel Sud, dove le transazioni diminuiscono rispettivamente del 9,4% e del 13,7%. In lieve calo la superficie complessiva scambiata, un dato che suggerisce una riduzione delle dimensioni medie degli immobili compravenduti. Sul piano territoriale, i Comuni non capoluogo mostrano una maggiore vivacità, con volumi in aumento del 3,5%, compensando il leggero arretramento registrato nei capoluoghi.
Più complesso il quadro dei negozi. Dopo i risultati positivi del 2025, il segmento torna in territorio negativo, con una contrazione nazionale del 2,1%. La flessione è più marcata nei Comuni capoluogo, dove le compravendite scendono di circa il 5%. Restano invece dinamiche le regioni del Centro-Nord: nel Nord Ovest le transazioni crescono del 7%, mentre al Centro l’aumento raggiunge il 5%. In forte difficoltà il Sud e le Isole, che registrano rispettivamente un calo del 14% e superiore al 20%. Nelle grandi città, tuttavia, il mercato dei negozi mostra segnali positivi quasi ovunque, con la sola eccezione di Bologna.
Il comparto dei capannoni è quello che evidenzia le maggiori criticità. Le compravendite diminuiscono del 5,7% a livello nazionale e il calo interessa tutte le aree del Paese. Le perdite più consistenti si registrano nel Sud e nelle Isole, mentre il Nord Ovest limita la contrazione allo 0,8%. Particolarmente penalizzati i Comuni capoluogo, dove i volumi scambiati si riducono del 22%.
Nel complesso, il mercato non residenziale mantiene una traiettoria positiva, ma meno brillante rispetto al recente passato. Le differenze territoriali e le performance divergenti dei singoli comparti confermano un contesto sempre più selettivo, nel quale le dinamiche locali continuano a influenzare in modo determinante l’andamento delle compravendite.