1. Home
  2. Notizie e Mercato
  3. Immobiliare: ecco i dati 2025 sul segmento non residenziale

Immobiliare: ecco i dati 2025 sul segmento non residenziale

di
Immobiliare: ecco i dati 2025 sul segmento non residenziale
Diamo un’occhiata all’andamento del segmento non residenziale del mercato immobiliare, prendendo in esame le compravendite di uffici, negozi e capannoni

Il segmento non residenziale del mercato immobiliare conferma una tendenza positiva ormai consolidata negli ultimi anni. Uffici, negozi e capannoni registrano infatti un nuovo aumento delle compravendite, mentre il leasing immobiliare continua a guadagnare spazio tra le imprese. Scopiamo di più.
A fotografare l’andamento del comparto è il Rapporto annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate attraverso l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), realizzato insieme ad Assilea. I dati raccontano un’Italia ancora divisa tra Nord e Sud, ma anche un settore che continua a mostrare segnali di vitalità.
Nel 2025 il comparto non residenziale rafforza la crescita già osservata nel 2024, proseguendo il trend positivo avviato nel 2014, interrotto soltanto nel 2020 a causa della pandemia. Le compravendite aumentano in tutti i principali segmenti analizzati: i negozi guidano la crescita con un +7%, seguiti dagli uffici (+3,2%) e dai capannoni produttivi (+1%). Sul fronte dei prezzi, invece, prevale la stabilità, con leggere flessioni per negozi e immobili produttivi.
Per gli uffici il dato nazionale positivo è sostenuto soprattutto dal Nord Ovest, grazie ai forti incrementi registrati in Liguria e Piemonte. Bene anche Veneto ed Emilia-Romagna, mentre il Lazio mostra una contrazione. Il Veneto diventa inoltre la regione con il mercato più dinamico in rapporto allo stock disponibile, superando anche la Lombardia. Le quotazioni restano molto differenziate sul territorio: la Liguria si conferma la regione più cara, mentre Umbria e Calabria restano in fondo alla classifica.
Ancora più marcata la crescita del settore commerciale. Le compravendite di negozi salgono in quasi tutta Italia, con aumenti particolarmente consistenti in Basilicata e Sicilia. Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna continuano comunque a rappresentare le aree più rilevanti per numero di transazioni. I valori medi di mercato mostrano invece una lieve flessione in molte regioni, anche se la Lombardia si conferma la più costosa per acquistare un negozio, con quotazioni superiori a 1.850 euro al metro quadrato.
Nel comparto produttivo il patrimonio immobiliare italiano supera le 847mila unità, concentrate soprattutto nel Nord del Paese. La Lombardia da sola rappresenta quasi un quinto dello stock nazionale e oltre un quarto delle compravendite. Nonostante ciò, proprio le regioni del Nord registrano una frenata delle transazioni, mentre Centro, Sud e Isole evidenziano aumenti significativi. Sul fronte dei prezzi, i capannoni mostrano lievi ribassi in molte aree, con Liguria e Valle d’Aosta che mantengono le quotazioni più elevate.

La crescita del leasing immobiliare non residenziale

Il Rapporto evidenzia anche come cresca il leasing immobiliare non residenziale, sempre più utilizzato dalle PMI come alternativa al credito tradizionale. Nel 2025 sono stati stipulati oltre 2.500 contratti, per un valore superiore a 3,2 miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente. A trainare il comparto sono soprattutto gli immobili produttivi di fascia alta e quelli ancora da costruire. Il Nord Ovest resta l’area più attiva, ma il Sud registra la crescita più forte, segnale di un potenziale ancora in espansione.
Nel complesso, il 2025 conferma un mercato non residenziale in salute, sostenuto dall’aumento degli scambi e da una domanda che continua a premiare le aree economicamente più dinamiche del Paese.