Il segmento non residenziale del mercato immobiliare prova a consolidare il percorso di crescita, ma lo fa a velocità diverse. Tra segnali di vivacità e comparti che mostrano qualche difficoltà, il secondo trimestre del 2026 restituisce un quadro articolato, nel quale alcuni segmenti riescono a sostenere la dinamica complessiva più di altri.
A fotografare l’andamento è l’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, che nelle nuove Statistiche trimestrali analizza le compravendite di uffici, negozi, capannoni e immobili agricoli sul territorio nazionale e nei principali centri urbani.
Terziario-commerciale ancora protagonista
Sono oltre 66mila le unità non residenziali compravendute tra aprile e giugno 2026, il 2,6% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. A sostenere il risultato è soprattutto il comparto terziario-commerciale, che raccoglie più del 60% degli scambi e registra un incremento del 4,7%.
A spingere il settore sono in particolare negozi e depositi commerciali, entrambi in crescita di oltre il 5%. Gli uffici, invece, mostrano una lieve battuta d’arresto. Su base nazionale il Ntn, cioè il numero di transazioni normalizzate, diminuisce dello 0,6%. Il Nord Ovest cresce del 3,1%, mentre Nord Est e Isole rimangono sostanzialmente stabili. La situazione è invece più debole al Centro e al Sud.
A fronte della lieve riduzione degli scambi, aumentano però le superfici compravendute, quasi del 2% su base annua, con un incremento particolarmente marcato nel Mezzogiorno, superiore al 19%.
Negozi, segnali positivi in tutta Italia
Il segmento dei negozi si distingue per una dinamica più vivace: nel trimestre vengono effettuate più di 12mila compravendite, con una crescita del 5,7% rispetto a un anno prima. L'aumento interessa tutto il Paese e supera il 7% nei Comuni non capoluogo.
Crescono anche le superfici trasferite, che segnano un +7,7%, mentre il Centro rappresenta l’unica area in lieve controtendenza. Tra le grandi città prevalgono i risultati positivi, con Milano in evidenza e performance particolarmente consistenti a Genova, Palermo e Bologna. Roma, Torino e Napoli registrano invece variazioni negative, seppure contenute.
Ripartono i capannoni
Dopo il calo del primo trimestre, anche gli immobili produttivi tornano a crescere. Le compravendite di capannoni raggiungono quasi quota 4.300, con un aumento del 2,8%. Circa l’86% degli scambi avviene nei Comuni non capoluogo.
Il Nord Ovest registra l’incremento più significativo, oltre il 10%, seguito dal Sud con un +6%. Nelle dodici province caratterizzate dalla maggiore presenza di immobili produttivi, nove evidenziano una crescita degli scambi. Tra gli aumenti più rilevanti figurano quelli di Treviso, Padova, Bari, Bergamo e Torino, mentre Modena presenta una forte contrazione.
In calo il comparto agricolo
A completare il quadro è il settore agricolo, che interrompe la crescita dei trimestri precedenti e registra una diminuzione delle compravendite superiore all’8%.
Nel complesso, i dati del secondo trimestre delineano quindi un mercato non residenziale sostenuto soprattutto dalle attività commerciali e dalla ripresa degli immobili produttivi. Gli uffici procedono invece con maggiore difficoltà, mentre il comparto agricolo registra una battuta d’arresto. Anche tra le principali città italiane le differenze tra segmenti e territori restano marcate.
