La strategia di Italia Solare per raggiungere gli obiettivi della SEN

L’Italia, se vuole centrare gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale (Sen), deve attivarsi subito per rendere operativi i modelli di prosumer e di aggregatori, altrimenti, oltre a mancare un significativo traguardo programmatico, rischia di perdere importanti opportunità di mercato e di sviluppo tecnologico. È quanto è emerso durante l’evento “Modelli di prosumer e aggregatori FV: esempi e legislazione in Italia e in Europa”, organizzato da Italia Solare e Ambiente Italia nell’ambito del progetto europeo PV-Prosumers4Grid.

In Europa e nel mondo esistono interessanti modelli innovativi di autoconsumo e di aggregazione che, nonostante alcune criticità, stanno dando vita a un nuovo quadro energetico basato su sistemi di distribuzione chiusi (SDC). Il progetto PV-Prosumers4Grid, finanziato nell’ambito di Horizon 2020, sta tracciando un quadro di insieme della situazione attuale: Austria, Francia, Germania, Olanda e Portogallo, ma anche Stati Uniti e Australia, sono i paesi con la legislazione più avanzata in termini di modelli di aggregatori e prosumer. Indietro restano Spagna, Belgio e Italia.

“Come Associazione insistiamo sullo sblocco a livello normativo dei sistemi di distribuzione chiusi, ogni giorno che si perde è un danno per il Paese. Nei paesi in cui gli SDC sono previsti dalla normativa e sono operativi, questi hanno permesso di sviluppare il mercato delle tecnologie e incrementare la potenza fotovoltaica installata”, ha commentato Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare.

In Italia il sistema di autoconsumo è tra i più convenienti a livello europeo, ma la normativa ammette il modello per singola utenza, mentre non è previsto l’autoconsumo multiutenza, ovvero servire più utenti con lo stesso impianto fotovoltaico. Cambiare tale norma rappresenta un passo indispensabile per avviare i sistemi di distribuzione chiusi e dare avvio al mercato. Nel Clean Energy Package della Commissione Europea ci sono indicazioni precise in questo senso e l’Italia dovrà adeguarsi in tempi brevi, tanto più che la Sen riconosce l’importanza degli SDC.

Un appello affinché la politica si attivi subito è arrivato dall’associazione che chiede norme per l’avvio degli SDC “allargati” e un riconoscimento delle esternalità ambientali generate dai sistemi di produzione elettrica da fonti fossili.

“Stiamo analizzando il Decreto fonti rinnovabili e da parte della Lega ci sarà sempre più attenzione al mondo dell’energia. La nostra attenzione è focalizzata al tema delle tariffe elettriche che oggi minacciano la competitività del Paese, senza trascurare la questione della sicurezza degli approvvigionamenti e la tutela dell’ambiente”, ha commentato il senatore di Lega, Paolo Arrigoni, intervenuto al convegno.

“Questi temi li stiamo perseguendo da tutta la legislatura - ha detto il senatore Gianni Girotto del Movimento Cinque Stelle -. In merito allo schema di Decreto fonti rinnovabili lavoreremo sul tema degli impianti su terreni agricoli che non abbiano una valenza produttiva, sulla questione dell’amianto e solleciteremo un aumento delle quote nelle aste. Ma il punto centrale è la fiscalità ambientale, che oggi non è prevista nelle politiche energetiche e le esternalità non vengono considerate. Le associazioni e gli operatori energetici devono essere uniti e fare pressione perché la questione energetica diventi mainstream e la politica ne prenda coscienza”, ha concluso Gianni Girotto.

Da parte sua il GSE sta lavorando per creare le condizioni di consolidamento e sviluppo del mercato fotovoltaico. “Lo sviluppo del fotovoltaico è strategico, non solo perché ce lo chiede la Commissione Europea ma anche perché l’Italia attraverso la Sen si dà dei target e degli obiettivi ambiziosi al 2030” - ha detto Davide Valenzano del GSE -. Produrre 72 TWh di fotovoltaico al 2030 significa sviluppare nuovi asset anche grazie a business model innovativi e tra questi lo sviluppo degli aggregatori riveste un ruolo strategico per l’accesso ai mercati dell’energia e dei servizi. L’ottica del GSE è anche quella di supportare l’innovazione di business, fornendo servizi che possano aiutare lo sviluppo di nuove iniziative. Dall’altra parte il GSE lavorerà al mantenimento della capacità produttiva sugli asset esistenti che necessitano di un monitoraggio delle performance, a supporto del mercato secondario del revamping. In merito, il GSE sta sviluppando alcune progettualità, in ottica SEN, che mirano al mantenimento della capacità produttiva anche oltre il periodo dell’incentivo”, ha concluso Valenziano.