Legambiente dice basta alla politica dei condoni

“Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato anche dall’abusivismo edilizio, gli affari delle ecomafie. Ancora una volta in Italia si vogliono premiare i furbi e per raccogliere voti, in questa campagna elettorale, torna la promessa di un nuovo e scellerato condono edilizio, che non guarda in faccia nessuno e che dimentica le illegalità consumate fino ad oggi, giustificando l’abusivismo di necessità. Una promessa, gravissima e irresponsabile, che non fa bene a nessuno, agli italiani, all’ambiente e ai territori e a tutti coloro che rispettano la legge. Il Paese ha bisogno di ben altre cose: di interventi concreti di messa in sicurezza dei territori, di legalità, riqualificazione del patrimonio edilizio e rigenerazione urbana, e interventi di risanamento ambientale, non più rimandabili, per evitare tristi pagine come quella di Bagnoli. Sono questi gli interventi e le sfide di cui si dovrebbe parlare e che dovrebbero essere al centro della prossima legislatura, e non l’assurda e insensata politica dei condoni”, così Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, commenta quanto dichiarato dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ai microfoni di Radio 24.

Secondo gli esperti, i tre 3 condoni sono stati una sciagura per le casse dello Stato e dei comuni con una spesa per urbanizzazioni colossale a fronte di quanto pagato dagli abusivi. “La politica dei condoni ogni volta produce un nuovo abusivismo - aggiunge Ciafani -, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d’Italia si cominciano a fare. L’abbattimento delle costruzioni fuorilegge è la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo. Alla prossima legislatura chiediamo una modifica normativa per far passare la competenza sugli abbattimenti dai comuni allo stato attraverso le prefetture”.

In Italia, ricorda l’associazione ambientalista, l’abusivismo edilizio rimane una vera e propria piaga. Accanto al vecchio abusivismo, nasce imperterrito, ogni anno, quello nuovo. Secondo le stime del Cresme Consulting, nel 2016, tra nuove costruzioni e ampliamenti di edifici esistenti, gli abusi commessi sarebbero circa 17.000. Sul fronte dei sequestri e le ordinanze di demolizione, stando ai dati raccolti in Ecomafia 2017 nel 2016, nel ciclo del cemento, sono state accertate 4.426 infrazioni, sono state denunciate 5.662 persone e compiuti 11 arresti, mentre i sequestri sono stati 1.166. La Campania si conferma la regione leader per quanto riguarda il cemento illegale, con il 17,3% dei reati, seguita dalla Puglia con il 10,1%, dalla Calabria con il 9,3% e dal Lazio con l’8,5%.