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Partite Iva: quante nuove aperture nel II trimestre 2026?

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Partite Iva: quante nuove aperture nel II trimestre 2026?
I dati del secondo trimestre 2026 sulle nuove partite Iva delineano un quadro articolato tra settori, territori e caratteristiche dei nuovi contribuenti

Aprire una nuova attività significa dare forma a un progetto, ma anche misurarsi con un contesto economico in continua evoluzione. I numeri sulle partite Iva raccontano così un fenomeno da osservare con attenzione: nel secondo trimestre del 2026 le nuove aperture hanno registrato una dinamica positiva. Ma quali sono i profili più ricorrenti e dove si concentra il maggior numero di nuove iniziative?

Partite Iva, ecco i numeri delle nuove aperture

Tra aprile e giugno 2026 sono state aperte in Italia 124.170 nuove partite Iva, il 2,2% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. La crescita coinvolge sia lepersone fisiche sia le società di capitali.
I dati, elaborati dall’Osservatorio sulle partite Iva del dipartimento delle Finanze e pubblicati l’11 settembre 2026, prendono in esame natura giuridica, distribuzione territoriale e settore di attività.
A prevalere sono le persone fisiche, che rappresentano il 68% delle nuove aperture. Seguono le società di capitali, con il 25,7%, e le società di persone, ferme al 2,7%. Il restante 3,5% riguarda non residenti, soprattutto operatori dell’e-commerce, e altre forme giuridiche.
Rispetto al secondo trimestre 2025, le aperture delle società di capitali aumentano del 6%, quelle delle persone fisiche del 4,1%. Le società di persone arretrano invece dell’1%, mentre le nuove posizioni riconducibili ai non residenti diminuiscono del 38,1%.

Dove aumentano le aperture di partite Iva?

Quasi la metà delle nuove partite Iva, il 46%, si concentra al Nord. Il Centro raccoglie circa il 22% delle aperture, mentre Sud e Isole arrivano al 31,4%.
Gli incrementi più rilevanti rispetto a un anno prima si registrano nella provincia autonoma di Trento (+24,3%), in Toscana (+11,6%) e in Abruzzo (+10,6%). Segno opposto per Veneto (-5,9%), Basilicata (-5%) e Puglia (-4,8%).

I settori con più nuove attività

Sul fronte economico, le attività professionali sono al primo posto con il 16,8% delle aperture, seguite dal commercio (15,3%) e dalle costruzioni (9,4%).
Tra i dieci comparti principali, che complessivamente rappresentano oltre l’83% delle nuove posizioni, gli aumenti più significativi riguardano sanità e assistenza sociale (+10,9%), attività finanziarie e assicurative (+9,7%) e attività tecnico-professionali (+8%). In calo, invece, commercio (-13,6%) e alloggio e ristorazione (-1,1%).
L’Osservatorio invita a leggere questi dati considerando l’introduzione della classificazione Ateco 2025, operativa dal 1° aprile 2025, che rende necessario tenere conto delle differenze rispetto alla precedente classificazione.

Giovani e contribuenti nati all’estero

Il focus sulle persone fisiche evidenzia una prevalenza maschile: gli uomini rappresentano il 61,1% delle nuove aperture. Particolarmente significativa la presenza dei giovani, che fino a 35 anni costituiscono il 50,4% del totale. Il 29,2% appartiene invece alla fascia tra 36 e 50 anni.
Proprio gli under 35 registrano la crescita più consistente su base annua, pari al 7,7%. L’unica fascia d’età in lieve diminuzione è quella tra 36 e 50 anni (-1%).
Interessante anche il dato relativo al Paese di nascita: il 23,2% delle nuove partite Iva è stato aperto da persone nate all’estero, contro il 22,5% del secondo trimestre 2025.
Infine, 60.493 nuovi contribuenti hanno scelto il regime forfetario, pari al 48,7% delle aperture complessive. Il dato segna un aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.