Immobili inutilizzati, edifici lasciati al degrado e patrimoni pubblici senza una funzione concreta: è da qui che parte una delle sfide più importanti per il futuro delle città italiane. Con il Piano Casa, l’obiettivo è trasformare questi spazi dimenticati in risorse capaci di rispondere ai nuovi bisogni abitativi e sociali, coinvolgendo istituzioni, territori e investitori. Un percorso complesso, ma sempre più strategico, soprattutto nei contesti urbani, dove la domanda di alloggi accessibili continua a crescere.
Nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul degrado urbano, il presidente di Invimit SGR, Mario Valducci, ha evidenziato come molti immobili abbandonati rappresentino ancora oggi dei veri e propri “buchi neri” all’interno delle città: beni rimasti inutilizzati per anni, spesso di proprietà pubblica e privi di una prospettiva di valorizzazione.
Valducci ha ricordato che Invimit gestisce attualmente 18 fondi immobiliari, tra fondi dei fondi e fondi a gestione diretta, per un totale di circa 350 immobili e un valore complessivo pari a 2,5 miliardi di euro. Si tratta di un patrimonio proveniente da enti pubblici, amministrazioni locali ed enti previdenziali che, secondo il presidente, può diventare uno strumento fondamentale per la rigenerazione urbana.
Dopo l’individuazione della SGR come soggetto attuatore del secondo pilastro del Decreto-Legge 66 relativo al Piano Casa, la missione si è ulteriormente rafforzata: recuperare immobili inutilizzati e trasformarli in abitazioni a canone sostenibile, con affitti che non superino un terzo del reddito degli assegnatari.
Piano Casa: qual è la strategia di Invimit SGR?
La strategia punta a dare risposte concrete a una crisi abitativa che nelle grandi città è alimentata da turismo, presenza universitaria e aumento del costo della vita. Gli interventi previsti spaziano dallo student housing al social housing, passando per silver house, sedi della pubblica amministrazione e spazi dedicati a ricerca, innovazione e servizi.
I primi risultati mostrano segnali incoraggianti. Nell’ultimo anno, infatti, 24 dei 31 immobili rimessi sul mercato dopo lunghi periodi di inutilizzo hanno trovato una nuova destinazione o un progetto di riqualificazione. Un dato che dimostra come sia possibile trasformare luoghi abbandonati in risorse per le comunità.
"I ‘buchi neri’ nelle nostre città sono ancora moltissimi. L’auspicio è che Comuni, Regioni e proprietari pubblici possano cogliere l’opportunità del Piano Casa per renderli disponibili e costruire interventi con una chiara finalità sociale. Su questo, siamo al lavoro per pubblicare, speriamo entro settembre, un bando aperto a tutti i soggetti pubblici", conclude Valducci.
