Ricostruzione nelle Marche: vanno evitati ingorghi e ritardi

Una valanga di progetti sta per arrivare sui ‘Tavoli della Ricostruzione’ post terremoto. Per la Cna Marche, al fine di evitare il rischio ingorgo, è indispensabile potenziare gli uffici e semplificare ulteriormente le procedure. Fino ad oggi sono infatti solo 1.440 i progetti presentati con le richieste di contributi per i danni derivanti dagli eventi sismici, di cui il 90% da parte dei proprietari di abitazioni che hanno subito danni lievi e il restante 10% diviso tra danni pesanti e danni subiti da attività produttive.

“Ma - ricorda Marco Rossi presidente di Cna Costruzioni Marche - gli edifici oggetto di sopralluogo che si sono visti riconoscere la non agibilità, sono stati quasi 60 mila su un totale di 107 mila. Di questi, oltre 20 mila sono quelli con danni lievi (riparazione di abitazioni e strutture produttive temporaneamente inagibili) e gli altri 35 mila quelli con danni pesanti (ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione immobili distrutti). Tra questi ultimi numerosi sono gli immobili destinati ad attività produttive. E il 97,5% non ha ancora presentato agli uffici preposti i progetti per la ricostruzione”.

Nei prossimi tre mesi, sostiene la Cna, i professionisti dovranno presentare agli Uffici per la Ricostruzione la documentazione inerente tutti i progetti degli edifici inagibili con danni lievi, essendo stato fissato il 30 aprile come termine ultimo per questa incombenza. Per i danni pesanti è stato concesso più tempo e il termine per presentare i progetti è il 31 ottobre. Entro 60 giorni dalla presentazione delle domande, i Comuni dovranno concludere l’istruttoria urbanistica ed edilizia.

“Non occorre essere dei veggenti - afferma Rossi - per prevedere le grandi difficoltà che si troveranno ad affrontare gli uffici ad evadere le migliaia di pratiche che stanno arrivando sui loro tavoli. Per questo chiediamo di potenziare con ulteriore personale gli uffici per la Ricostruzione e auspichiamo una ulteriore semplificazione delle procedure per evitare l’ingorgo delle pratiche e ulteriori ritardi nella fase della ricostruzione. E’ inoltre necessaria un’azione di sostegno a progettisti e imprese per la corretta compilazione delle pratiche, vista la complessità della normativa”.