La riforma delle regole sulla sicurezza sul lavoro entra in una fase decisiva. Dopo la consegna al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, delle proposte elaborate dalla Commissione di studio dedicata alla prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, si apre ora il confronto sui possibili interventi normativi. Tra i soggetti che hanno scelto di contribuire al dibattito c’è il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che ha inviato una serie di osservazioni tecniche con l’obiettivo di migliorare il testo e preservare l’equilibrio delle responsabilità nel sistema della prevenzione.
La Commissione, istituita nel marzo 2024 e presieduta dal Viceministro Francesco Paolo Sisto, ha presentato il 12 maggio scorso una proposta accompagnata da una relazione illustrativa. Il CNI ha accolto positivamente l’impostazione generale del documento, in particolare la volontà di integrare l’approccio sanzionatorio con strumenti capaci di incentivare comportamenti virtuosi da parte di imprese e operatori.
Secondo il Consiglio Nazionale, il sistema normativo dovrebbe puntare sempre più su incentivi concreti che rendano la prevenzione una scelta conveniente e consapevole. Tuttavia, viene sottolineata la necessità di evitare che i modelli organizzativi si trasformino in semplici adempimenti burocratici privi di effetti reali. I benefici premiali, infatti, dovrebbero essere collegati a risultati effettivamente misurabili e non alla sola produzione di documentazione.
Sicurezza sul lavoro: gli aspetti da correggere
Nelle osservazioni trasmesse, il CNI individua alcuni aspetti da correggere. In primo luogo, la responsabilità del datore di lavoro deve continuare a rappresentare il cardine dell’intero sistema di tutela, senza trasferimenti impropri di responsabilità, anche penale, verso i professionisti tecnici.
Per quanto riguarda il ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Consiglio ritiene che la sua valorizzazione debba passare attraverso un rafforzamento delle competenze richieste e non mediante un incremento delle responsabilità non accompagnato da adeguate prerogative operative.
Tra le altre proposte figurano il mantenimento delle procedure standardizzate per le microimprese attive nei comparti a basso rischio, l’estensione dei meccanismi premiali alle aziende di ogni dimensione e il loro coordinamento con gli strumenti già esistenti. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla formazione, per la quale si chiede l’istituzione di un elenco nazionale dei formatori qualificati, controlli più rigorosi sulla qualità dei percorsi formativi e l’aggiornamento della normativa che definisce i requisiti dei docenti.
Nel complesso, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri esprime perplessità sulle modifiche che interessano la figura dell’RSPP, ritenendo che un cambiamento dell’attuale distribuzione di ruoli e responsabilità possa ridurre l’efficacia del sistema di prevenzione e determinare uno spostamento non corretto degli obblighi.
Il CNI ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni e a fornire ulteriori contributi tecnici nel corso dell’esame parlamentare delle proposte.
