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Emergenza casa: la Commissione europea vara la nuova legge

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Emergenza casa: la Commissione europea vara la nuova legge
L’Europa propone nuove regole per contrastare l’emergenza casa. Focus su aumento dell’offerta, gestione degli affitti brevi, seconde case e immobili vuoti

Trovare un’abitazione a un prezzo sostenibile è diventato sempre più difficile in molte parti d’Europa. Affitti elevati, valori immobiliari in crescita e tempi di attesa lunghi stanno modificando le scelte di milioni di persone, costrette in alcuni casi a rinunciare a una casa adeguata alle proprie esigenze. Un problema che non riguarda soltanto una determinata fascia della popolazione, ma attraversa generazioni e categorie diverse.
Giovani, famiglie, lavoratori che si trasferiscono, anziani e persone più vulnerabili si trovano infatti a fare i conti con una disponibilità abitativa insufficiente. Per affrontare questa situazione, la Commissione europea ha presentato la legge sugli alloggi a prezzi accessibili (Affordable Housing Act), pensata per offrire agli Stati, alle regioni e alle città un quadro più definito per intervenire nelle aree maggiormente sotto pressione.

Un quadro comune, senza togliere competenze ai territori

La necessità di intervenire non è uniforme in tutta l’Unione. Oltre il 50% dei residenti nelle città considera l’abitazione un problema immediato e urgente, ma intensità e cause della pressione variano sensibilmente da una zona all’altra.
La nuova iniziativa europea punta quindi a garantire maggiore certezza giuridica alle autorità pubbliche, lasciando comunque a livello nazionale, regionale e locale le decisioni sulle politiche abitative. Gli interventi dovranno essere motivati e proporzionati: dovrà essere dimostrato, in particolare, il contributo di seconde case, immobili inutilizzati o destinati agli affitti brevi alle difficoltà del mercato locale.

Affitti brevi e seconde case sotto osservazione

Uno dei nodi riguarda le destinazioni turistiche, dove la diffusione degli affitti di breve durata può ridurre gli alloggi disponibili per i residenti e contribuire alla crescita dei prezzi.
Prima di introdurre restrizioni, le autorità dovranno dimostrare che gli affitti brevi hanno prodotto un impatto negativo significativo sull'accessibilità o sulla disponibilità delle abitazioni per almeno tre anni e che interventi meno restrittivi non sarebbero sufficienti.
Dovrà inoltre essere applicato il regolamento europeo sugli affitti brevi, prevedendo, tra l’altro, la registrazione delle locazioni e la rimozione degli annunci non conformi. I dati raccolti potranno essere utilizzati per valutare l'impatto sul mercato.
Anche le abitazioni secondarie e gli immobili vuoti per lunghi periodi potranno essere oggetto di misure specifiche. In questi casi dovranno essere tutelate le aspettative legittime dei proprietari, evitando applicazioni retroattive e prevedendo adeguati periodi transitori. Per gli immobili sfitti dovranno inoltre essere considerate le situazioni che giustificano la mancata occupazione.

Più case attraverso pianificazione e investimenti

La strategia europea non si concentra soltanto sulle restrizioni. La proposta prevede infatti anche una raccomandazione rivolta alle autorità pubbliche per aumentare l'offerta abitativa nelle aree dove la domanda è più forte.
Tra le leve individuate figurano una pianificazione più efficace, procedure autorizzative più rapide, interventi di ristrutturazione, cambi di destinazione d'uso degli edifici e nuovi investimenti. L'obiettivo è favorire piani di accelerazione dell'offerta abitativa e creare condizioni più chiare anche per proprietari e investitori attivi nei diversi mercati locali.