Finco: rischio di controriforma per il Correttivo al Codice appalti

Finco (Federazione Industrie, Prodotti, Impianti, Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione) scrive al Presidente del Consiglio e per conoscenza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti una nota nella quale si richiamano i gravissimi rischi di passi indietro nell’ambito  del Correttivo del Codice degli Appalti (Schema di Decreto Legislativo recante disposizioni integrative e correttive del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), così come trasmesso ieri dalla Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio, alla Presidenza della Camera dei Deputati.

In essa la Presidente Carla Tomasi afferma, tra l’altro, di non trovare adeguata motivazione “sul perché, a distanza di meno di un anno dalla sua approvazione, venga proposta dal Suo Governo una modifica che riguarda tali e tanti punti nevralgici, compiendo un gigantesco passo indietro ed imprimendo al provvedimento correttivo l’impronta di una vera e propria controriforma”.

Gli aspetti più eclatanti di tale involuzione riguardano: l’ampliamento dell’area del subappalto “libero” (Art. 105 c.2 Codice), l’allargamento delle maglie dell’in house per le manutenzioni (Art. 177 c.1 Codice) poste in essere dalle società concessionarie delle autostrade, l’indebolimento delle lavorazioni superspecialistiche (Art.89 c.11 Codice) e della qualificazione in generale (Art.105, c. 22 Codice), con la possibilità di utilizzare i lavori non eseguiti ma subappaltati per acquisire le certificazioni SOA!

La Legge Delega ha dato la possibilità di modificare il nuovo Codice degli Appalti, ritenendo con ciò di fornire un’opportunità di ulteriore adeguamento delle norme rispetto alla complessa realtà degli appalti, nei confronti della quale si siano verificati, nel previsto periodo di osservazione, scostamenti fra le disposizioni di legge e le sottostanti pratiche operative, ma questo Decreto Legislativo correttivo appare incomprensibile, nella sua portata, oltre che gravemente in contrasto, su taluni punti, con il lavoro svolto dal Legislatore e dallo stesso Esecutivo in precedenza.

“Dovremo prendere atto che questa modifica, ove persista, costituisce un grosso ripensamento del Governo su una delle più importanti tra le politiche riformatrici che sono state alla base del consenso ottenuto nel Paese", conclude la Presidente Finco.