Ricostruzione: stop a burocrazia e coinvolgere piccole imprese

Il terremoto ha colpito l’attività di 16.000 imprese artigiane, con 39.000 addetti, localizzate nei 140 Comuni delle Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria. Per queste aziende il ritorno alla normalità è ancora lontano.

La situazione delle piccole imprese nei territori del Cratere è messa in evidenza da Confartigianato in occasione di un incontro organizzato a Roma con il Commissario straordinario per la ricostruzione, On. Paola De Micheli, alla quale i rappresentanti della Confederazione hanno presentato proposte per accelerare la ricostruzione e passare dal dire al fare.

Le imprese artigiane rappresentano il 25% del totale delle aziende operanti nei territori del Centro Italia interessati dagli eventi sismici. Il 37,6% delle imprese artigiane opera nel settore delle costruzioni, il 24,8% nei servizi alle persone, il 24,4% nel manifatturiero e l’11,3% nei servizi alle imprese.

Gli effetti del terremoto sull’economia sono rilevanti soprattutto nelle Marche e in Umbria, regioni che negli ultimi 4 trimestri presentano la peggiore tendenza dell’occupazione, con cali rispettivamente dello 0,8% e dell’1,5%, a fronte di un +1,3% della media nazionale.

Confartigianato, pur apprezzando gli interventi messi in atto dal Governo, segnala le criticità che rallentano la ricostruzione e la ripresa delle attività economiche: troppe norme e troppo complesse, eccessiva frammentazione delle competenze tra gli Enti e le istituzioni coinvolti nella ricostruzione, eccesso di rigidità nella gestione degli appalti.

Secondo Confartigianato, per far ripartire le attività produttive bisogna agire su tre fronti: ridurre la burocrazia, coinvolgere le imprese locali nella ricostruzione, rafforzare il coordinamento tra le istituzioni e le Associazioni imprenditoriali. In particolare, è necessario sfrondare l’eccesso di norme accumulate negli anni in occasione di eventi calamitosi e fissare principi semplici, certi e inequivocabili sulle misure da adottare, ad esempio per quanto riguarda la sospensione di versamenti e adempimenti fiscali e contributivi. Altrettanto fondamentale applicare il principio del ‘Km 0’, della ‘filiera corta’, prevista dal nuovo Codice degli appalti, per affidare alle micro e piccole imprese locali una quota significativa degli appalti pubblici per la ricostruzione.

La proposta di Confartigianato ha incassato la condivisione del Commissario straordinario Paola De Micheli, che ha sottolineato l’impegno a correggere ciò che non funziona nella gestione del post terremoto dal punto di vista degli adempimenti e della normativa. “Sono vostra alleata - ha detto - nella proposta di un testo unico sulle emergenze, vale a dire rendere stabili le misure da applicare in occasione di eventi calamitosi”. L’On. de Micheli non ha nascosto che il processo di ricostruzione nel Centro Italia sarà lungo ma, ha aggiunto, “è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme”. A questo proposito ha richiamato l’attenzione sulle responsabilità di tutti gli attori pubblici e privati coinvolti nella ricostruzione.  In particolare, il Commissario ha sollecitato Confartigianato a costruire piani di sviluppo economico locali per evitare lo spopolamento dei territorio colpiti dal sisma.