La gestione dei rifiuti speciali è decisiva per l'evoluzione del sistema produttivo italiano e per la transizione ecologica. Gli ultimi dati mostrano un settore in forte trasformazione, dove alla crescita dei materiali generati si affiancano performance sempre più positive sul fronte del recupero e del riciclo. Un quadro che offre indicazioni importanti anche per il comparto delle costruzioni.
Secondo il Rapporto Rifiuti Speciali 2026 dell'Ispra, nel 2024 la produzione complessiva di rifiuti speciali ha superato i 172 milioni di tonnellate, con un incremento del 4,6% rispetto all'anno precedente, pari a circa 7,6 milioni di tonnellate in più.
L'aumento è attribuito soprattutto agli interventi messi in campo negli ultimi anni per sostenere l'efficienza energetica e la transizione ecologica. Gli incentivi destinati alla riqualificazione del patrimonio edilizio, insieme ai numerosi cantieri per infrastrutture e opere pubbliche finanziati dal PNRR, hanno infatti contribuito ad accrescere i quantitativi di rifiuti prodotti.
A incidere maggiormente sul dato complessivo sono i rifiuti derivanti da costruzione e demolizione, che si confermano la principale categoria di rifiuti speciali. Nel 2024 hanno raggiunto circa 90,4 milioni di tonnellate, pari al 52,5% del totale, in crescita rispetto agli 81,4 milioni di tonnellate rilevati nel rapporto precedente.
La capacità di recupero dei rifiuti speciali
Parallelamente migliora anche la capacità di recupero del Paese. Il recupero di materia rappresenta oggi il 74,3% della gestione complessiva dei rifiuti, corrispondente a 139,1 milioni di tonnellate, con un aumento del 6,4% rispetto al 2023. Prosegue invece la diminuzione del ricorso alla discarica, in calo del 2% su base annua e del 23,9% rispetto al 2021.
I risultati più significativi arrivano proprio dal comparto delle costruzioni. Escludendo terre e rocce da scavo e fanghi di dragaggio, come previsto dalla Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE), il tasso di riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione ha raggiunto l'82,4% nel 2024, in miglioramento rispetto all'81% dell'anno precedente e ben oltre il target europeo del 70%. Un dato che conferma il ruolo dell'edilizia come settore di riferimento per l'economia circolare, grazie a una gestione sempre più efficiente delle risorse e dei materiali.
