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Ingresso filtro: lasciare fuori disordine e umidità prima che entrino in casa

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Un ingresso filtro ben progettato aiuta a contenere scarpe, giacche, borse e umidità prima che si diffondano in casa. Idee pratiche per organizzarlo senza sacrificare luce, passaggi e spazio utile. Leggi la nuova notizia di Eurocassonetto

Basta rientrare in una giornata di pioggia per capire quanto l’ingresso sia più di un punto di passaggio. Scarpe bagnate, ombrelli, cappotti, borse, zaini: in pochi minuti ciò che arriva dall’esterno si distribuisce nel soggiorno. 
Un ingresso filtro serve proprio a interrompere questo percorso. Non è necessariamente una stanza e non richiede grandi metrature, ma può essere una porzione ben organizzata vicino alla porta, capace di accogliere quello che conviene lasciare lì prima di entrare davvero in casa. 
Nei progetti contemporanei viene spesso avvicinato al concetto di mudroom, ma nelle abitazioni italiane può assumere forme molto più compatte.

Un ingresso filtro si progetta partendo da ciò che rientra con noi

Prima dei mobili conviene osservare che cosa succede nei primi due minuti dopo aver aperto la porta. Dove finiscono le chiavi? Quante giacche vengono usate ogni giorno? Ci sono bambini con zaini, un cane da asciugare, caschi, passeggini o scarpe che sarebbe meglio non portare nelle camere? La risposta cambia completamente il progetto.

Un ingresso filtro efficace ha bisogno soprattutto di superfici facili da usare. Ecco che allora una seduta permette di togliere le scarpe senza appoggiarsi al muro; ganci collocati all’altezza giusta evitano la montagna di cappotti su una sola sedia; un contenitore chiuso può accogliere ciò che non merita di restare in vista. Se in casa entrano spesso scarpe bagnate, può essere utile prevedere anche una superficie dedicata, lavabile e ventilata, invece di chiuderle subito in un mobile.
Se lo spazio è stretto, meglio rinunciare a mobili profondi che riducono il passaggio. In molti casi una struttura composta e poco profonda, sviluppata in altezza, offre più contenimento e lascia libera la zona davanti alla porta.

Attenziona anche al pavimento. Se l’ingresso raccoglie acqua, fango o sabbia portati dall’esterno, una superficie resistente e semplice da pulire è più sensata di una finitura delicata scelta soltanto per continuità estetica con il living. La casa comincia già sulla soglia, e quella soglia deve sopportare una parte della vita quotidiana. Su questo non c'è alcun dubbio.

Separare l’ingresso dal soggiorno senza trasformarlo in un corridoio buio

Il problema si presenta soprattutto quando la porta di casa apre direttamente sulla zona giorno. Lasciare tutto aperto dà respiro, ma espone immediatamente il soggiorno a scarpe, cappotti e oggetti in transito. Chiudere completamente l’ingresso, al contrario, può sottrarre luce e creare un piccolo vano poco piacevole.

Una soluzione intermedia consiste allora, per esempio, nel costruire un filtro visivo e funzionale. Può bastare una quinta, un mobile bifacciale, una parete vetrata oppure una chiusura utilizzabile soltanto quando serve. Conta soprattutto preservare un passaggio comodo: l’ingresso è uno dei punti più attraversati della casa e ogni centimetro occupato male viene percepito più volte al giorno.
In questo contesto i sistemi scorrevoli a scomparsa di Eurocassonetto possono essere utili quando si desidera separare l’entrata dal living senza lasciare l’ingombro di un’anta battente sulle pareti vicine. La porta può restare aperta durante la giornata e chiudere l’ingresso nei momenti in cui si vuole maggiore ordine visivo o una barriera tra esterno e zona abitata.

L’ordine dell’ingresso si decide prima che gli oggetti arrivino

Un buon ingresso filtro non serve a nascondere il disordine dopo che si è formato. Fa qualcosa di più utile, ovvero assegna subito un posto a ciò che entra in casa e senza che questi accessori quotidiani debbano magari così migrare verso soggiorno, cucina o camere, dove finiscono per occupare superfici che dovrebbero avere tutt’altra funzione.

È una parte piccola della pianta, ma incide sulla percezione di tutta l’abitazione. Quando l’entrata è pensata e strutturata bene, il soggiorno rimane più libero e anche il rientro a casa diventa più semplice e più piacevole: non bisogna ogni volta decidere dove appoggiare qualcosa, né riportare ordine a fine giornata.

Conta molto anche la possibilità di differenziare ciò che deve restare subito accessibile da ciò che può essere chiuso. Un cappotto usato ogni giorno ha esigenze diverse rispetto a una borsa sportiva o alle scarpe stagionali; un ombrello bagnato non dovrebbe condividere lo stesso vano con tessuti e accessori asciutti. 

In definitiva, progettare bene l’entrata significa evitare che il resto della casa debba assorbire continuamente ciò che non ha trovato posto sulla soglia. Ed è forse questo il vero valore di un ingresso filtro: non creare un ambiente in più, ma impedire che il disordine si distribuisca in tutti gli altri.