Presentato il Rapporto sulle politiche per il paesaggio

Siamo l'unico Paese che tutela il paesaggio nella Carta costituzionale e di questo dobbiamo essere orgogliosi, così come del lavoro fatto negli ultimi dieci anni. Sulla base di questi principi, gli Stati Generali servono a spiegare che bisogna smettere di sprecare il suolo, che è necessario tutelare ancora di più le nostre coste e che lo Stato e le Regioni insieme devono difendere la bellezza del nostro paesaggio, che è un valore assoluto, non solo culturale ma anche economico, perché la bellezza italiana ha un grande valore nel Mondo”.
 
Lo ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, a margine degli Stati Generali del Paesaggio indetti dal MiBACT. L’iniziativa, a quasi vent’anni dalla Conferenza nazionale del paesaggio che si tenne dal 14 al 16 ottobre del 1999 al Complesso di San Michele a Ripa, ha invitato oltre quaranta tecnici del settore a confrontarsi sul futuro delle politiche paesaggistiche in Italia.
 
Punto di partenza dell’intera discussione è stata la presentazione in apertura del “Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio”, tenuta dal Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ilaria Borletti Buitoni. Un’opera precisa e puntuale che presenta nel dettaglio lo stato dell’arte del settore. I dati Istat e Ispra contenuti nel Rapporto indicano con chiarezza i principali fenomeni e fattori che hanno inciso sulla qualità del paesaggio e sulle sue trasformazioni. Trasformazioni del territorio, come l’urbanizzazione diffusa, il consumo e spreco di suolo, i cambiamenti dei paesaggi rurali. Ma anche trasformazioni nella percezione sociale del paesaggio da parte dei cittadini.