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Stop al fascicolo del fabbricato. Sorridono Fiaip e Confassociazioni

Consideriamo un buon risultato l’eliminazione del fascicolo del fabbricato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sul Lavoro autonomo, non imprenditoriale, come pure le misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato A.C. 4135, ma non basta”. Lo hanno dichiarato Paolo Righi, presidente di Confassociazioni Immobiliare e Federica De Pasquale, Vice Presidente Confassociazioni con delega alle pari opportunità.

“Un provvedimento, quello relativo al fascicolo del fabbricato, che avevamo richiesto di stralciare lo scorso 11 gennaio, nel corso dell’Audizione parlamentare alla Camera - ha continuato Paolo Righi, che è anche Presidente Nazionale Fiaip - poiché avrebbe significato ulteriori oneri per la proprietà immobiliare e non sarebbe stato la soluzione salvifica sul fronte dei fenomeni simici. La sicurezza degli immobili, nelle aree a rischio è senz’altro una delle tante sfide che Casa Italia ha posto all’ordine del giorno e non può tradursi in una compravendita di fogli precompilati per pochi euro dai tecnici”.

“Ai fini della prevenzione dei dissesti ad opera degli eventi sismici - ha proseguito Righi - reputiamo importante il decreto attuativo appena firmato dal ministro alle infrastrutture Graziano Delrio, che contiene linee guida per la classificazione del rischio sismico. Con questo atto si dà il via al sisma bonus 2017, la nuova detrazione fiscale che prevede la possibilità di fruire di un maggior incentivo nel caso in cui sull’abitazione, prima e seconda casa, sull’immobile adibito ad attività produttiva o sulle parti comuni dei condomini, si effettuino interventi di adeguamento sismico certificati”.

“La decisione della Commissione Lavoro della Camera di eliminare il fascicolo del fabbricato è apprezzabile - ha sostenuto Federica De Pasquale - soprattutto nell'interesse dei condomini e dei proprietari di casa.  Ma non è sufficiente. Siamo realmente preoccupati sul come procedono gli altri lavori della Commissione.  Dagli emendamenti approvati, in particolare agli articoli 5 e 6, è evidente che si stanno continuando a privilegiare gli ordini e i collegi a discapito delle professioni associative regolamentate ai sensi della legge 4/2013”.

Rivolgiamo, pertanto, un caloroso appello al Presidente Damiano affinché lavori per dirimere tale ingiustizia - ha concluso la Vice Presidente di Confassociazioni -. Diversamente, come già ribadito dal nostro Presidente Angelo Deiana, ci vedremo costretti a protestare formalmente nelle sedi competenti italiane ed europee per tutelare i diritti dei lavoratori/professionisti che rappresentiamo”.