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RÖFIX MINOSTAR 045 Sistema di isolamento per interni base di idrati di

Per contrastare l'insorgere dell'umidità possono essere utilizzati sistemi di deumidificazione elettrica, ma la loro efficacia dipende dal modo in cui questi vengono adoperati. Il deumidificatore si occupa di aspirare l'umidità presente nell'aria e raccoglierla all'interno di un serbatoio, rendendo l'ambiente più salubre e vivibile. Tuttavia, se la causa dell'umidità dipende da problemi strutturali, con la presenza di questa all'interno dei muri, l'uso di un deumidificatore potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema, diventando anzi, in caso di umidità da risalita, un mezzo che accelera il processo di salinizzazione.
Questo si verifica in quanto l'umidità da risalita percorre la parete dal basso verso l'alto sfruttando la capillarità e la capacità di assorbimento dell'intonaco ed evaporando, il sale contenuto in essa rimane intrappolato all'interno del muro. Il deumidificatore asciuga l'aria favorendo l'evaporazione dell'umidità che tende a creare questi cristalli in modo più rapido. Per tale motivo, un deumidificatore in caso di umidità da risalita non è la soluzione più indicata.
Esistono altre soluzioni che non prevedono lavori di ripristino delle pareti tramite interventi di muratura, come sistemi che sfruttano la tecnologia elettrofisica. Si tratta di un dispositivo che viene collegato alla presa di corrente che genera un leggero campo elettromagnetico che blocca la risalita dell'umidità. L'uso prolungato di questo sistema può risolvere in modo definitivo il problema, a patto che venga utilizzato costantemente, in quanto impedisce all'umidità di risalire, dando il tempo alla parete di asciugarsi. C'è solo un limite all'impiego di tale sistema, ossia la percentuale di sali presente all'interno della parete, poiché se questi sono presenti in quantità eccessiva, anche se l'umidità viene tenuta a bada dal sistema, i sali possono comunque causare danni strutturali.

Una soluzione un po' più invasiva rispetto alle precedenti vede l'applicazione della cosiddetta barriera chimica. Si tratta di un composto di resine speciali che impediscono la formazioni di molecole d'acqua e quindi bloccano la risalita. L'intervento avviene praticando dei fori del diametro di circa 5 centimetri sulla parte, dentro i quali viene iniettato il composto impermeabilizzante.
Fatto ciò si passa a stendere nuovo intonaco e vernice per coprire i fori e ripristinare l'aspetto originale della parete. L'intervento è comunque meno invasivo rispetto a dei lavori di muratura che prevedono la demolizione parziale degli intonaci e il trattamento completo dell'intera parete con costi molto più elevati.
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