Guida Piscine esterne

Rinnova la piscina: detrazioni fiscali

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Bonus Ristrutturazione

Anche se l'acquisto e l'installazone di una piscina interrata esterna rappresenta un notevole impegno dal punto di vista economico, bisogna tenere a mente che il proprietario dell'abitazione può accedere a varie agevolazioni fiscali. In questo modo l'operazione risulta essere più accessibile e meno dispendiosa. Al tempo stesso si deve considerare il fatto che lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche e dei materiali e il continuo aggiornamento dei cataloghi consente di avere un'ampia gamma di soluzioni tra le quali poter scegliere.

Di conseguenza è possibile trovare sul mercato anche modelli e tipologie di piscine esterne più economiche e convenienti rispetto alle strutture più costose, ad esempio quelle in cemento armato. In secondo luogo si deve sottolineare il fatto che le piscine interrate sono considerate parte integrante dell'abitazione. Proprio per questo motivo le spese sostenute per l'acquisto e la messa in opera dell'impianto consentono di accedere a varie agevolazioni fiscali. Innanzitutto si ricorda che, in base alla Legge di Stabilità, è possibile detrarre il 50% dei costi per rinnovare oppure ristrutturare una piscina interrata già esistente. Infatti questi interventi rientrano in quelli previsti all'interno del Bonus Ristrutturazione.

Possono essere detratti i lavori effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, tranne il caso in cui si abbia a che fare con l'installazione di una nuova piscina interrata. In secondo luogo è bene tenere in considerazione il fatto che è possibile eseguire sia una ristrutturazione parziale della struttura che una totale. Di conseguenza variano le tipologie di interventi che si possono realizzare perché:

  • si ha a che fare con una ristrutturazione totale della piscina interrata quando si rinnova l'intera struttura, persino per quanto riguarda le dimensioni e le forme della vasca. Inoltre è possibile modificare la funzionalità dell'opera così da poterne migliorare le performance oppure da aumentare il livello di comfort e di benessere garantito alle persone che utilizzano questo impianto. Ad esempio, è possibile sostituire il sistema di filtrazione oppure quello di riscaldamento o potenziarli;
  • nel caso di una ristrutturazione parziale gli interventi riguardano principalmente l'ambito estetico della struttura. In particolare i lavori possono comprendere la sostituzione della pavimentazione, dei rivestimenti della vasca oppure dello stesso bordo piscina. Rientrano all'interno di questa categoria persino le modifiche del sistema di riciclo dell’acqua. Ad esempio, è possibile trasformarlo da una modalità a sfioro a una skimmer e viceversa;
  • si può avere una ristrutturazione dell’impianto quando si interviene esclusivamente sui sistemi idraulici ed elettrici che consentono il funzionamento della struttura. In particolare i lavori possono riguardare le pompe, i filtri, le tubazioni e i dosatori.

Inoltre è possibile detrarre sia le spese per l'aqcusito dei materiali, la manodopera e l'intervento della ditta edile che i costi di progettazione, le spese di segreteria e i diritti pagati per le concessioni. Si ricorda, comunque, che per accedere all'agevolazione fiscale è necessario seguire l'apposita procedura prevista per legge. Innanzitutto la percentuale detraibile viene calcolata su un importo massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare e viene ripartito in 10 rate di pari importo da detrarre nella dichiarazione IRPEF. In secondo luogo tutte le spese devono essere pagate utilizzando un metodo tracciabile, cioè un bonifico bancario oppure postale. Presso gli operatori bancari si trovano gli appositi moduli precompilati da riempire con i propri dati. In ognuno di essi vanno riportati:

  • la partita IVA oppure il codice fiscale del professionista o della ditta che esegue i lavori;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • la causale del versamento comprendente anche il riferimento alla norma che disciplina la detrazione.

Infine si devono conservare le fatture per 10 anni in casi di controlli.

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